Capitolo 47

GIUGNO 2008: dal 2 all’8.

Film visti per la prima volta: Noi due sconosciuti, Maradona, Charlie Bartlett, Profumo di donna, I mostri

Film rivisti: Nessuno

Prima settimana di giugno, tempo di partenze, tempo di saluti, tempo abbastanza brutto (ancora qualche pioggia sparsa su Roma) e, come al solito, tempo di cinema. Ma la settimana è stata segnata da un weekend un po’ triste, visto che ci ha lasciato uno dei registi italiani più amati, Dino Risi, il quale attraverso i suoi film è stato in grado di raccontare un’Italia cinica e anche un po’ infame. Di lui amo Una vita difficile con uno dei migliori Alberto Sordi di sempre, e ovviamente l’immortale Il sorpasso, con Vittorio Gassman al di sopra di ogni regola. Per omaggiare il Maestro Risi questa settimana ho recuperato due suoi classici che ancora non avevo visto, che andavano visti in modo pressoché obbligatorio. Ma ci arriveremo con calma.

La settimana cinematografica è cominciata con l’anteprima di un bellissimo film della regista danese Susanne Bier, Noi due sconosciuti (2007), che avevo intenzione di vedere a ottobre scorso durante la Festa del Cinema di Roma, ma che per problemi di varia natura alla fine non sono più riuscito a guardare. Si tratta di un film davvero molto bello, forte, che colpisce con decisione allo stomaco: è un film sulla perdita, e questo è già di per sé un elemento di alta emozione, ma non è solo questo, c’è molto di più dietro a questo film: Halle Berry è sposata felicemente con David Duchovny, unico amico di Benicio Del Toro, avvocato tossicodipendente. Una sera l’ex Fox Molder di X-Files viene ucciso: la vita delle persone intorno a lui è ovviamente sconvolta. Halle Berry scopre al funerale che Benicio Del Toro è l’unico che conosceva veramente suo marito, tra i due nasce un’amicizia complicata, perché ognuno ha i suoi bei demoni da combattere, e tutto il film si snoda lungo i problemi di questi due sconosciuti che si ritrovano vicini tra dolori e ricordi. Non so perché al cinema cerchiamo sempre emozioni forti, voglio dire, un film come questo ti fa star male, eppure è proprio per questo che lo apprezziamo. Non c’è un controsenso in questo? Avercene di controsensi così formidabili.

Maradona (2007) di Emir Kusturica è un film di tutt’altro genere, ovviamente: un documentario che avvicina il versatile regista balcano al più grande calciatore di sempre, el pibe de oro, la mano de dios, l’unico Diego Armando Maradona. L’ho trovato un film bellissimo, soprattutto perché non è un banale omaggio alle prodezze balistiche del numero 10 argentino, ma soprattutto un punto di vista originale sull’uomo, non sul campione. “Se Maradona non avesse fatto il calciatore, avrebbe fatto il rivoluzionario”, dice il regista nel documentario, e questo perché dalle interviste esce fuori tutto il senso di giustizia del campione argentino (se in Jugoslavia ci fosse stato il petrolio l’America sarebbe già intervenuta a portare la “democrazia”, dice Diego) e ne ha per tutti: Bush, la regina d’Inghilterra, il principe Carlo. Un film davvero completo, estasiante per gli appassionati di calcio, molto interessante anche per chi non ama il pallone.

Charlie Bartlett (2008) di Jon Poll è un film dal quale mi aspettavo, se non molto, abbastanza: non c’è un motivo preciso per tutte queste aspettative, era una sensazione così, a pelle. Non dico che abbia deluso, perché comunque è una pellicola molto carina, ma devo dire che aspettavo di ridere un po’ di più, ma tant’è. Il Charlie del titolo è un ragazzino ricco, intelligente ma solo e pieno di problemi (la madre è un po’ matta e il padre è in prigione); dopo esser stato cacciato da una scuola privata, il ragazzo finisce in una scuola pubblica dove il preside è Robert Downey Jr. Qui trova tutto: bulli e pupe, nerd e buoni diavoli. In breve diventa lo psicologo degli studenti (il suo ufficio è il bagno, come per il buon Fonzie…), ai quali spaccia medicine e consigli diventando in poco tempo il ragazzo più popolare e rispettato della scuola. Ma ovviamente in cima ad ogni montagna si è sull’orlo dell’abisso… Commedia carina, non proprio imperdibile ma ha il suo perché. Ma se avete di meglio da fare al posto di questo film, beh, fatelo.

Prima parlavamo di due classici di Dino Risi che non avevo mai visto. Profumo di donna (1974) è stato passato in televisione il giorno dopo la scomparsa del Maestro, e mi è sembrato doveroso approfittarne. Mi è piaciuto molto, Vittorio Gassman è un ex-capitano rimasto cieco; gli viene affidato un giovane soldato in licenza-premio attraverso il quale osserveremo tutta la vicenda. I due si sposteranno da Torino a Napoli, passando per Genova e Roma; la convivenza con Gassman è problematica e quasi insopportabile: la sua cecità lo rende burbero, cinico e piuttosto rompiscatole, ma è solo una maschera dietro la quale si riveleranno tutte le fragilità dell’uomo. Gassman (che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes come migliore attore con questo film) è straordinario, Risi conferma il suo stile meraviglioso dove si alternano ironia e amarezza. Un film grandissimo.

La sera stessa ho messo mano ai miei vecchi film e vi ho trovato il celebre I mostri (1963), dove Risi, attraverso una ventina di episodi, realizza una critica cinica all’Italia di quel periodo (non così diversa da quella attuale…): tutti i protagonisti degli episodi (ovvero Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, che si alternano) sono dei veri bastardi, chi più, chi meno. Alcune scenette sono memorabili: Tognazzi che educa il figlio piccolo a fregare il prossimo è strepitoso, Gassman che spende gli ultimi soldi che servivono a curare i suoi figli per andare allo stadio, lo stesso Gassman nei panni di un avvocato difensore senza scrupoli e molte altre. Grande film anche questo, un episodio migliore dell’altro, e in fondo l’Italia è questa qua.

Cinque film in questa settimana sono comunque un buon bottino, difficilmente eguagliabile nei prossimi sette giorni vista la evidente carenza di film guardabili al cinema e con in più la concomitanza degli europei di calcio che al sottoscritto interessano ben poco ma che alla fine interesseranno moltissimo, come al solito. Scambierei volentieri un bel film con un gol di De Rossi, se è questo che volevate sentirvi dire (so che non volevate sentirlo e che soprattutto non vi interessava sentirlo, ma è questo il bello).

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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