CAPITOLO 51 – UNA VITA DA CINEFILO

LUGLIO 2008: dal 30 giugno al 6 luglio.

Film visti per la prima volta: Tutti gli uomini del presidente, Rovine, 12, Wanted, Perfect Creature, Tirate sul pianista

Film rivisti: Nessuno

L’estate è entrata nel vivo e, come in ogni estate che si rispetti, anche in questa l’offerta cinematografica è scarsa sia a livello di distribuzione che di qualità. Non basta di certo questo a impedirmi di andare al cinema, anzi, l’estate è il periodo degli horror più brutti, e non sia mai che io me ne perda uno! Oltre a quattro film visti al cinema (ben due horror, un interessante remake e un blockbuster), la settimana estiva ha rialzato il suo livello qualitativo con due bei filmoni visti a casa, soprattutto il bellissimo Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula, tipico film che se avessi visto una quindicina di anni fa mi avrebbe convinto a intraprendere la carriera giornalistica. Robert Redford e Dustin Hoffman sono i due reporter del Washington Post che hanno portato avanti l’inchiesta sul Watergate nei primi anni 70, mettendo nei guai un bel po’ di colletti bianchi e soprattutto il presidente Nixon, costretto a dimettersi. Il film segue l’inchiesta dei due giornalisti passo per passo, seguendo sempre il loro punto di vista e permettendoci di appassionarci in modo incredibile ad ogni minimo passo avanti della coppia. Mi è piaciuto moltissimo, ritengo che si tratti del miglior esempio di giornalismo visto al cinema, è un film tremendamente appassionante, caparbio, testardo, e poi Dustin Hoffman e Robert Redford sono una coppia meravigliosa di attori. Se c’è una cosa di cui possa ritenermi soddisfatto questa settimana, è di aver visto questo film, quindi fate un po’ voi.

Appena ho letto di un film intitolato Rovine (2008, di Carter Smith) nel cinema vicino casa, ho subito pensato che siamo in estate, e che come dicevo prima questa è la stagione degli horror più brutti. Quando poi ho letto che si tratta della storia di un gruppo di ragazzi in vacanza in Messico, costretti a far fronte ad una maledizione Maya, beh, ho pensato che questo film fosse davvero imperdibile per farsi due risate come si deve. Ovviamente, come previsto, il film è “uno di quegli horror che escono in estate”, ci sono fiori maledetti che squillano, americani in vacanza e tante altre perle che il cinema estivo ci regala. Se non si fosse capito, è un film evitabilissimo.

12 (2007) di Nikita Mikhalkov è un film che ha subito attirato la mia attenzione, soprattutto perché viene dalla Russia (una cinematografia che mi affascina), non è un horror (cosa fondamentale in questo periodo), è stato candidato all’Oscar per il film straniero ed è il remake di un capolavoro di Lumet (La parola ai giurati, di cui abbiamo parlato in questa rubrica un po’ di tempo fa, chissà quando). Il paragone con l’originale è improponibile, ovviamente, ma è un film comunque interessante per la sua capacità di trasformare una storia tutta americana in una storia totalmente russa, che racconta molto della cultura sovietica, dal rapporto con i ceceni a problemi di vita di ogni tipo. Dodici giurati devono emettere un verdetto unanime su un ragazzo ceceno, accusato di aver ucciso il padre adottivo. La sua colpevolezza sembra scontata, ma tra i dodici giurati ce n’è uno che vota per la non colpevolezza: da qui sarà tutto un faccia a faccia, discussione di prove, tentativi di convincimento, persuasioni, come nel film di Lumet. Un remake interessante, un tentativo apprezzabile, in un periodo con tanta mosceria al cinema questo potrebbe essere il film della salvezza.

Wanted (2008) di Timur Bekmambetov è un film che in questo periodo si può vedere con molto piacere: bene, chiariamoci subito, è un film d’azione tutto armi e spari e casino e Angelina Jolie, ma è un film simpatico e alla fine è piacevole. James McAvoy (molto bravo) è uno sfigato totale: al lavoro è umiliato, il suo migliore amico se la fa con la sua ragazza, tutto è un disastro. A rallegrargli la vita arriva in tutta la sua folgorante bellezza Angelina Jolie, che lo convince (costringe?) ad entrare in una confraternita di assassini (ma a fin di bene!) guidata da Morgan Freeman, dove si sparano proiettili ad effetto a rientrare (le pallottole girano come le punizioni di Roberto Carlos) e si usano altre cose che ammazzano. Il film è tratto da un fumetto, e si vede, ma intrattiene con gusto, e di questi tempi di magra è senza dubbio un film apprezzabile. Non direi lo stesso se ci trovassimo, non so, a febbraio, ma siamo in un caldo e triste luglio.

Prima, parlando di Rovine, ho detto che si trattava di un film evitabilissimo: beh, confermo tutto, ma solo tre giorni dopo sono riuscito a vedere un film ancora peggiore, se possibile. Perfect creature (2006) di Glenn Standring è un film veramente brutto, noioso, fiacco, fastidioso. In un luogo imprecisato, in un tempo imprecisato, vampiri ed esseri umani vivono insieme nella totale pace: gli umani donano il sangue per nutrire i vampiri, questi li servono e li proteggono. Un virus però fa impazzire uno di loro, che comincerà a fare il vampiro “vecchia scuola”, ovvero a mordere sul collo e a uccidere gli esseri umani. Sulle sue tracce si mettono una poliziotta e un altro vampiro, un pezzo grosso della sua comunità, probabilmente le due persone più noiose della città: non è stata una bella mossa far di loro i protagonisti, ma che ci volete fare, siamo a luglio e un bell’horror di questi tempi sarebbe decisamente fuori luogo. Film da oblio.

Per riprendermi da tanto torpore ho recuperato un bel film di Francois Truffaut, la sua seconda pellicola, Tirate sul pianista, del 1960. Corto, conciso, lineare, leggero e anche simpatico, senza lasciare da parte la giusta intensità della storia. Si tratta di un noir molto atipico (i gangster sono una coppia di bonaccioni), in cui il pianista Charles Aznavour (gli esperti di musica ricorderanno il nome di Aznavour, un celebre chansonnier francese) si ritrova in mezzo ad un regolamento di conti tra due gangster e i suoi fratelli, che sono dei criminali un po’ da strapazzo. Il povero pianista suo malgrado sarà costretto a fronteggiare tentativi di rapimento, aggressioni e altro, verso un finale abbastanza spiazzante. Film davvero molto bello, uno di quei film che solo Truffaut sa fare, motivo per cui è uno dei registi più amati in ogni angolo del pianeta. Da sottolineare il bianco e nero della fotografia, meraviglioso.

La prima settimana di luglio scivola via in questo modo, tra il solito cinema in sala e il meno abituale cinema “da camera”, che ha contribuito a risollevare le sorti di questa settimana. Luglio è ormai nel vivo, con i libri e gli esami universitari che continuano a tormentarmi e continueranno a farlo fino alla fine del mese. Inoltre l’estate romana con le sue serate bagnate dal vino e la vitalità delle sue piazze saranno una grande minaccia per questa vita da cinefilo. Tra una cosa e l’altra, spero di avere il tempo di farci scappare un film. Eccome.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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