Capitolo 53

LUGLIO 2008: dal 14 al 20 luglio.

Film visti per la prima volta: Agente Smart, Joshua, Hellboy 2, La strana coppia

Film rivisti: La donna che visse due volte

Mentre i miei esami universitari ancora non smettono di perseguitarmi (ma ormai sono agli sgoccioli), la mia attività cinematografica continua ad essere fertile, soprattutto in sala, dove non basta un mese di luglio tradizionalmente avaro di bei film per fermare la mia eterna sete di film. Questa settimana, per quanto riguarda i film in sala, devo dire che non è stata poi così malaccio: una commedia decente, un angosciante (ma a tratti noioso) thriller e un fumettone ironico e divertente. Certo, non si tratta di film di primissimo livello, ma non penso che si possa vedere sempre e solo film “alti”, impegnati, autoriali e autorevoli. Badate bene, è importante che di tanto in tanto, o anche spesso, i libri ci deprimano, i film ci mettano alla prova, i dipinti ci lascino scioccati e magari la musica interdetti. Ma è proprio necessario che lo facciano sempre? Ogni tanto non possono consolarci, sollevarci o semplicemente rallegrarci? Vi prego, magari solo quando abbiamo avuto una giornataccia, ma non solo. A volte si ha bisogno di un posto dove andare a rifugiarsi ed è a film come Agente Smart che si può andare, pur non essendo niente di eccezionale, ma ci si può accontentare. C’è chi vede solo film impegnati e snobba chi si vede commediole americane o filmacci d’azione: ma si deve vedere sempre qualcosa che riproduce le nostre miserabili e insopportabili esistenze o magari ogni tanto si può vedere qualcosa in grado di offrire una breve ma preziosa tregua? Io vedo tanti film impegnati, ma adoro passare le serate a ridere davanti a un film con Steve Carell o con Ben Stiller, e non permetterei mai di far sentire qualcuno che guarda film di questo genere moralmente o intellettualmente inferiore.

Agente Smart (2008) di Peter Segal si basa molto sulla comicità di Carell e del sempre ottimo Alan Arkin (che attore eccezionale, è sempre perfetto), ha dalla sua Anne Hathaway mai così in forma (fisicamente parlando). Il film si fa gioco di molti film di spionaggio, e porta i nostri in missione speciale in Russia, dove manco a dirlo ne succedono di tutti i colori. Un film che dimenticheremo presto, ma che ha fatto il suo dovere di rinfrescare una calda serata di luglio, e a volte questo può bastare.

Joshua (2007) di George Ratliff è un thriller così così: sicuramente è riuscito, perché se no non si avrebbe voglia di rinchiudere in uno stanzino buio il bambino del titolo, però ci sono dei momenti in cui non succede niente di niente, e la noia ha la meglio. Joshua è figlio di Sam Rockwell e Vera Farmiga, una famigliola felice, ma quando nasce la sorellina il bambino, sentendosi trascurato, diventa una macchina del male: fa impazzire la madre, fa sempre piangere la sorella e fa in modo di far fuori il cane di famiglia. Sam Rockwell non sa che pesci prendere, Joshua è così innocente e allo stesso tempo malvagio. Insomma, un po’ Omen, un pizzico di Rosemary’s baby (lo sguardo smarrito della Farmiga è figlio di Mia Farrow, ops, figlio non è la parola giusta visto il film appena citato); il film c’è, perché crea delle sensazioni nello spettatore nei confronti di quel bastardo di Joshua, ma insomma, lascia un po’ il tempo che trova.

Hellboy 2 (2008) di Guillermo Del Toro è la sorpresa della settimana: mi aspettavo un fumettone americanissimo, tutto fumo e niente arrosto. Beh, è un fumettone americanissimo, e c’è tanto fumo, ma è anche un film molto ironico, divertente, e ci sono delle scene meravigliose, visionarie (come viene definito nei trailer il regista): il mercato dei Troll è degno del porto spaziale di Mos Eisley del primo Guerre Stellari (“non troverai mai un un covo di feccia e di malvagità peggiore di questo”, diceva saggiamente Obi-Wan a Luke), con quella trovata geniale del tumore gigante scambiato per un bel bambino. Per non parlare della meravigliosa dipartita di un enorme mostro floreale, o del duetto tra Hellboy e il suo amico marino, romanticamente presi a duettare Can’t smile without you (introdotto da un bello scambio di battute: “Bevi una birra” “Il mio corpo è un tempio” “Beh, facciamo che adesso è un Luna Park”). Insomma, il film è divertente e ben girato, ha delle trovate notevoli ed è un bene che sia uscito a luglio, perché in questo periodo dell’anno è davvero perfetto; fosse uscito a febbraio probabilmente non sarei neanche andato a vederlo.

Finita la tregiorni cinematografica mi sono preso due pomeriggi di ferie dallo studio durante il weekend per vedere e rivedere due vecchi filmoni: La strana coppia (1967) di Billy Wilder è una commedia eccezionale, mi sono davvero divertito come un bambino e ho riso ad ogni uscita di quei due diavoli del titolo, ovvero Jack Lemmon e Walter Matthau. Il primo è stato lasciato dall’amatissima moglie, il secondo è divorziato e ora vive solo in una casa disordinatissima: dopo aver temuto che l’amico si suicidasse per la sofferenza, Matthau invita Lemmon a sistemarsi a casa sua: il delirio. Lemmon è un maniaco della pulizia, un cuoco perfetto e schizofrenico, si rivela più insopportabile di una moglie pedante e petulante, facendo uscire dai gangheri Matthau e scatenando un mare di risate (“Tutto quello che fai mi irrita, e quando non ci sei mi irrito pensando a quello che farai quando torni”). Una commedia eccezionale, probabilmente nella top ten di tutte le commedie di sempre.

La donna che visse due volte (1958) di Alfred Hitchcock è un film che conosco molto bene, visto tante volte e ovviamente amato. La prima volta che l’ho visto ero stato stimolato alla visione dalla sua presenza in un cinema all’interno di un film che mi piaceva moltissimo (L’esercito delle 12 scimmie); lì lo vedevano Bruce Willis e Madeleine Stowe, e mi sembrava un film così particolare e interessante che ho cercato subito di reperirlo. Da allora l’ho visto parecchie volte, e ogni volta è sempre un piacere per gli occhi: l’effetto “vertigo”, il Golden Gate di San Francisco e la bellezza di Kim Novak sono ormai nei libri di storia del cinema, e mi stupirebbe il contrario. Lo spunto apparentemente sovrannaturale del film è stato terreno fertile per i (pochi) detrattori di Sir Alfred, ma in realtà il film è talmente bello e la storia appassionante che si perdono di vista tutti gli eventuali difetti, siamo tutti un po’ James Stewart, no?

Luglio piano piano sta scivolando via, la prossima settimana escono l’attesissimo nuovo film su Batman (come saprete attesissimo soprattutto per questo incredibile Joker rivisitato dal compianto Heath Ledger) e il sottoscritto chiude la sessione estiva di esami. Dunque vacanze e uomini pipistrello in vista per me, in questo momento non potrei chiedere troppo di più, almeno credo.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, UVDC Rubrica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...