Recensione “The Mist” (2007)

Frank Darabont, già regista e sceneggiatore di film memorabili come Le Ali della Libertà e Il Miglio Verde, entrambi tratti da Stephen King, è tornato a raccogliere dalla florida cesta dello scrittore americano pescando un racconto del 1976, “Nebbia”, dal quale ha tratto la sceneggiatura di The Mist, un horror fantascientifico angoscioso e spaventoso. Un film che non ha pause, non lascia tregua allo spettatore e ai suoi personaggi, dei quali non si sa nulla fin quando la potenza degli eventi non si scatena: i caratteri si definiscono nel corso della terribile situazione in cui si vengono a trovare, rivelando la vera natura di ognuno di loro.

Un piccolo supermercato di una cittadina di provincia americana si ritrova improvvisamente avvolto da una nebbia fitta e anomala. Arriva un uomo sanguinante, in preda al panico, il quale asserisce che la nebbia nasconda qualcosa di terribile, qualcosa che gli ha improvvisamente portato via la moglie. Il gruppo di persone all’interno del supermarket sembra diviso tra scetticismo e paura; una signora (la sempre bravissima Marcia Gay Harden) comincia a predicare l’Apocalisse, rendendo la situazione ancora più delicata e insopportabile. Gli eventi precipitano quando un giovane inserviente, non curante degli avvertimenti, esce dal supermercato ritrovandosi immediatamente attaccato da un tentacolo mostruoso, di origine totalmente ignota. I clienti del supermercato, insieme agli impiegati, cercano invano di registrare la situazione, pensando alle contromisure da adottare, ma la nebbia fuori è ancora fitta e la loro piccola fortezza è attaccata senza pause da insetti mostruosi e creature violente. Come non bastasse, alla minaccia esterna si aggiunge la minaccia interna: le persone all’interno del supermarket non sono in grado di convivere, minuto dopo minuto si trovano le une contro le altre, in una sorta di guerra civile che rivela la natura violenta e instabile dell’uomo, incapace di restare unito anche quando è minacciato da un nemico comune e, quel che peggio, sconosciuto.

Girata in soli 37 giorni e con un budget ridotto, la pellicola di Darabont si impone come un eccellente film di genere, dove la minaccia aliena, nascosta dalla nebbia, non è più spaventosa della minaccia umana, follemente disposta a uccidere i propri simili pur di dar sfogo alla sua raccapricciante natura violenta. Un film profondamente pessimista, condito da gesti insani e morti violente, da sangue e dolore, permettendo alla sottile angoscia che lo permea di penetrare e insinuarsi tra le poltrone del cinema, scioccando e colpendo alle viscere lo spettatore, disgustato dalle reazioni e dalla cattiveria degli uomini, dalla dissoluzione dell’ordine sociale, piuttosto che dagli spaventosi mostri fuoriusciti dalla nebbia. The Mist regala al genere un qualcosa che non si vedeva da molto tempo, sottolineando come la paura di ciò che non conosciamo non è niente in confronto alla paura che dovremmo avere per ciò che abbiamo accanto a noi.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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3 risposte a Recensione “The Mist” (2007)

  1. stone ha detto:

    insomma: quanto gli dai da 1 a 10? è un’altra cagata tipo “1408”?

  2. Lessio ha detto:

    non amo dare i voti ai film, ci sono troppe variabili di cui tener conto (aspetto tecnico, narrativo ecc..), ma se proprio devo un 7/7,5 ci sta tutto.

  3. stone ha detto:

    cavolo!… deve essere un signor film allora!

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