Capitolo 60

Siamo al capitolo 60: su, altri 40 e facciamo una festicciola:

EARTH (2007): Documentario costosissimo (non per gli spettatori, ma per chi l’ha realizzato), ennesima dimostrazione che aveva ragione Alex DeLarge a dire che è buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. E che storie: un orso polare neorealista, un uccello tropicale fluorescente e danzante (ovvero George Lucas che incontra Baz Luhrmann), il primo volo di teneri anatroccoli (il problema non è la caduta, ma l’atterraggio) e molti altri sguardi sull’incredibile mondo in cui siamo capitati, accompagnati dalle soffici melodie dei Sigur Ros.

IL GRANDE SONNO (1946): Probabilmente il più bel film noir mai esistito. Non era la prima volta che lo vedevo, per fortuna, perché stimolato dal titolo mi sono addormentato sul divano (eh, lo so, capita). Fatto sta che si tratta di un vero e proprio capolavoro, i botta e risposta di Humphrey Bogart sono strepitosi («Come lo vuole il brandy?» «Nel bicchiere»). Questo è davvero un film obbligatorio, ma se non lo vedrete non vi succederà niente di brutto, ve lo assicuro.

FRANKLYN (2009): L’idea di andare a vedere questo film non mi entusiasmava, pensavo fosse il classico film stupidotto per teenager carichi di pop corn. Per circa un’ora e dieci i miei timori sembravano essere motivati, visto che non stavo riuscendo a capirci niente, poi un finale abbastanza interessante e il sorriso di Eva Green mi hanno fatto rivalutare il tutto. E se come dice Franklyn «la religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dai saggi, utile dai governanti», allora ho avuto la conferma di essere una persona molto saggia.

QUESTIONE DI CUORE (2009): Piacevolissima sorpresa made in Italy. Prima parte tutta da ridere (Carlo Verdone nei panni di se stesso è memorabile), seconda parte più drammatica ma molto bella: la commedia agrodolce all’italiana trova nuova linfa, permettendo alla Archibugi di centrare il filmozzo, grazie anche alla verve di Albanese e Kim Rossi Stuart. Inoltre: la bravissima Micaela Ramazzotti non sarà un’attrice un po’ troppo sottovalutata? Questa è la domanda.

CHE – GUERRIGLIA (2008): Ahi ahi ahi, che delusione. Recentemente su queste pagine ho esaltato la prima – splendida – parte del film, mentre ora a malincuore sono costretto a scuotere la testa. Rispetto alla prima parte sparisce ogni vicenda politica, ogni salto temporale, ogni sfumatura del personaggio, lasciando soltanto due ore pienissime di vita nella giungla, punti morti e sbadigli. «Regna l’ombra su Valle Grande», cantavano i Modena City Ramblers a proposito della fine del Che. Già, l’ombra di un grande sonno.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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