CAPITOLO 61 – UNA VITA DA CINEFILO

Settimana piuttosto avara di cinema, per esaltarla ho dovuto rivedere “Rocknrolla”, non si può andare avanti così:

WOLVERINE (2009): Premetto che non amo i film tratti dai fumetti, quindi non amo i vari Spiderman, Watchmen, Hulk e compagnia. Ho sempre pensato però che gli X-Men fossero tra gli eroi dei fumetti i migliori a comparire sul grande schermo. Wolverine, che di essi è il più carismatico, non è da meno. Non che sia un film eccezionale, ma ha il suo perché, il personaggio di Hugh Jackman ha delle sfumature molto interessanti e poi quelle lame che escono dalle nocche sono uno spasso: pensate che comodità per tagliare le cipolle.

ROCKNROLLA (2008): Come dicono in molti “Rocknrolla” è uguale a “Lock & Stock”, che è uguale a “The Snatch”. se “Lock & Stock” e “The Snatch” sono due grandi film, di conseguenza anche “Rocknrolla” è un grande film (anche se “The Snatch” è il migliore). Guy Ritchie piace o non piace, ha uno stile tutto suo, che si nutre della sottocultura londinese, e a me piace, e pure molto (tanto che sono andato a rivederlo al cinema dopo averlo già visto a ottobre al Festival di Roma). Inoltre c’è un “Notturno” di Chopin al pianoforte che vale il film…

RIUNIONE DI FAMIGLIA (2008): Altro film già passato al Festival di Roma (ma non l’avevo visto). Il sottotitolo è “Festen: il lato comico”, ma a dirla tutta di comico non è che ci sia molto (a parte un cuoco svedese piuttosto emotivo e un direttore d’albergo dal licenziamento facile). Questo non significa che non sia un bel film, anzi, mi è piaciuto molto, c’è molta ironia ma anche la giusta dose di dramma (oltre al sosia di Polanski). Certo, vederlo in danese non è stato proprio esaltante, ma ci si accontenta.

FEISBUM (2009): Otto episodi incentrati sul fenomeno Facebook, il problema è che i protagonisti di questa dubbia “opera” cinematografica sono praticamente tutti degli psicolabili con problemi mentali, il che non rispecchia molto la realtà dei social network (o forse sì?). Durante la proiezione il proiezionista ha sbagliato a montare i rulli e così il film è passato da un episodio all’altro con uno stacco narrativo molto lynchiano: Il buon Germano, collega dal finissimo palato, ha detto che probabilmente questo stacco involontario era la cosa migliore del film. Dopo mezzora la proiezione è ripresa con il montaggio originale, e ci siamo dovuti sorbire dall’inizio l’episodio interrotto a metà: neanche a Fantozzi ai tempi della Corazzata aveva detto così male.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a CAPITOLO 61 – UNA VITA DA CINEFILO

  1. mizza ha detto:

    la battuta sulle cipolle mi è piaciuta, il film un po’ meno…

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