Recensione “Transformers – La vendetta del caduto” (2009)

Dopo il grande successo di Transformers, Michael Bay ha deciso che era il momento di esagerare: 46 robot invece dei 14 del film precedente, il bel giro del mondo che ultimamente va di moda nei blockbuster, effetti speciali da far vibrare le poltroncine. Ma il cinema, si sa, non è una scienza esatta, e moltiplicare le componenti di un film che funziona non è direttamente proporzionale alla sua riuscita. Tuttavia questo sequel ha il pregio di conservare buona parte dell’ironia che caratterizzava il film precedente: da che mondo è mondo l’arma vincente di Bay è spesso stata quella di realizzare film “irreali” che amano non prendersi troppo sul serio (vedi i vari “Bad Boys”, “The Rock”, “Armageddon”…), ed è proprio qui che il film va, grazie anche al solito Shia LaBeouf e all’eccezionale simpatia di John Turturro.

Due anni dopo gli eventi del primo film, gli Autobots si sono ormai alleati con una speciale sezione dell’esercito statunitense per allontanare ogni minaccia proveniente dai nemici Decepticons. Il giovane Sam invece è in procinto di partire per il college, per cercare di vivere la sua vita in modo normale, lontano dalle battaglie con i suoi affezionati Autobots. Ma un vecchio nemico, il Caduto, vuole tornare sulla Terra per vendicarsi di tutte le sconfitte subite nei millenni e far così risorgere la sua razza. Optimus Prime avrà ancora bisogno di Sam per l’ultima grande battaglia tra Autobots e Decepticons.

Dalla Cina agli Stati Uniti, dall’Egitto alla Giordania, con una parentesi distruttiva a Parigi (chissà per quale motivo nelle sequenze da disaster-movie la città ad essere distrutta è sempre Parigi…): la truppa di Michael Bay sfida mari, monti e i segreti del deserto per raccontare le ultime battaglie tra i robottoni alieni, ma se il vanto del film è nella mole impressionante di effetti speciali (piuttosto confusi a dirla tutta, soprattutto nelle scene più movimentate) la carta vincente è negli attori in carne ed ossa: divertenti, sofferenti, turbati, …semplicemente umani. La conferma che tra render ed effetti digitali è sempre la componente umana la cosa migliore creata dall’uomo, e probabilmente non c’era bisogno di un altro film sui Transformers per saperlo.

pubblicato su Superga CineMagazine

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Anteprime, Cinema, Recensioni Film. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Recensione “Transformers – La vendetta del caduto” (2009)

  1. Spyker ha detto:

    evviva Megan Fox.. dico solo questo!

  2. Lessio ha detto:

    megan fox mette tutti d’accordo..!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...