Bruce Springsteen in concerto: il boss conquista Roma

La città eterna si inginocchia davanti al Boss, protagonista di un concerto memorabile in quella che in apertura annuncia essere «la città più bella del mondo». Lo Stadio Olimpico richiama alla mente gli spalti gremiti di un Colosseo imperiale, Springsteen dalla sua ha la stoffa del gladiatore più abile, che sa come farsi amare dalla folla. La gente lo ama, urlando il suo nome a gran voce.

Dopo una lunga attesa dovuta allo slittamento del concerto di oltre un’ora (a causa della concomitanza con i mondiali di nuoto, a pochi metri dallo stadio) “Badlands” apre la serata, anticipata dalle note inconfondibili del tema di “C’era una volta il West” di Ennio Morricone. Il Boss ringhia, sprigionando scariche elettriche ad ogni riff, al suo fianco, rintanato in un angolo, il leggendario sassofonista Clarence Clemons ha l’aria del sicario silenzioso e innamorato. La notte dell’Olimpico sarà lunga: Springsteen e la E Street Band suonano per quasi per tre ore consecutive, improvvisando la scaletta, trasformandosi in alcuni casi in un juke-box vivente: il pubblico espone cartelli con i titoli delle canzoni richieste, il Boss li raccoglie, li mostra alla band e li esegue, senza battere ciglio. E così scivolano una dopo l’altra, sotto bordate elettriche, “Pink Cadillac”, “Surprise, Surprise”, “Hungry Heart”, “American Skin”, “Born To Run”, solo per citare alcuni titoli. C’è magia nella notte, recita un verso di “Thunder Road”, e non potrebbe essere altrimenti: l’armonica apre l’incedere incalzante della hit più amata, e si comincia a toccare con mano la leggenda. Springsteen si presta al pubblico come un Messia del rock, prende in braccio un bambino e lo lascia cantare, accoglie una fan e le concede un ballo: il Boss si nutre della sua gente, e la sua gente si nutre della sua musica. Un medley infinito composto dalla beatlesiana “Twist and Shout” e “La Bamba” chiudono il concerto sotto le stelle romane, che stanotte hanno smesso di brillare per lasciare spazio alla star più luminosa del firmamento del rock.

Un concerto che è già storia, in una città che di storia se ne intende: Bruce Springsteen ha conquistato anche Roma, in attesa di approdare nei prossimi giorni a Torino e Udine, per diffondere il suo credo rock in tutta Italia. La conquista è appena cominciata.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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