Capitolo 70

Spesso ho detto che in una grande battaglia tra le arti il cinema ne uscirebbe pressoché sempre vincitore: beh, dopo un concerto di Bruce Springsteen ho capito che il Boss si sa difendere piuttosto bene e che, soprattutto in un mese di luglio così povero di titoli, la musica può seriamente lottare ad armi pari. Il cinema, sentitosi minacciato, ha risposto con “Blade Runner”, tanto per far capire con chi abbiamo a che fare…

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE (2009): Io penso che una saga dopo il terzo film sia completa, e che tutti i film seguenti siano soltanto un lento e forzato trascinamento dei primi tre episodi. Detto ciò ho trovato questo nuovo Potter forse il più godibile degli ultimi tempi, anche se è venuta in mente una riflessione: povero Harry, già gli hanno ammazzato i genitori da piccolo, ma volete lasciarlo crescere in pace? Silente lo mette sempre in mezzo per qualunque cosa, all’inizio del film gli ha fatto pure saltare un appuntamento interessante solo per far conoscere ad Harry un vecchio professore. E su, fatelo crescere normalmente questo ragazzo!

FA’ LA COSA SBAGLIATA (2007): In uscita a fine agosto, il film giusto (gioco di parole inevitabile) per riprendersi dalle vacanze estive e dall’agonia delle spiagge, del sole, del relax. C’è un Ben Kingsley troppo spassoso, un po’ Obi Wan Kenobi un po’ Jeff Lebowski, e inoltre il film si conclude (dopo un’ora e mezzo di Hip Hop!) con la meravigliosa “All The Young Dudes” di David Bowie. Lasciare la sala con questa canzone in testa per forza di cose ti fa pensare bene a proposito del film appena visto, è inevitabile.

BLADE RUNNER (1982): Era da qualche tempo che avevo voglia di rivedere il capolavoro di Ridley Scott, una calda mattina estiva è stata l’occasione ideale per ammirare ancora questo film. Film perfetto: personaggi perfetti (Rutger Hauer è probabilmente uno dei migliori antagonisti della storia del cinema), battute memorabili e tutto quanto. Il monologo conclusivo di Hauer è poesia, perché potete anche non sapere come siano fatti quei raggi B che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhauser, ma è tutto così convincente che le parole sembrano scivolarci sulla pelle come lacrime nella pioggia. Un capolavoro (preferisco però la versione originale a quella director’s cut, con tutto il rispetto per Scott).

GANGSTER STORY (1967): Avevo in mente da mesi di vedere questo film di Arthur Penn, trovarlo scritto sull’ultima raccolta di Nick Hornby (colui che ha ispirato la nascita di questa rubrica, ricordiamolo) ha rappresentato lo stimolo definitivo per vederlo. Penso sia un film geniale, la violenza viene spettacolarizzata non mai come prima di allora al cinema, c’è molta ironia ma sa anche essere piuttosto crudo: Penn deve molto alla Nouvelle Vague francese (Warren Beatty, anche produttore, avrebbe fatto carte false per avere Truffaut alla regia del film…), e penso che anche Tarantino debba molto a questo film. Inoltre ho capito che Faye Dunaway (da Nick Hornby ho scoperto che un tipetto come Steve McQueen l’aveva soprannominata Fade Doneaway, qualcosa come “sfumata nel nulla”) nella parte di Bonnie è una delle 214 donne della mia vita.

TRAILER: Poco cinema in sala in questo periodo, è vero, ma almeno comincia a girare qualche trailer interessante: “Nel Paese delle Creature Selvagge” di Spike Jonze mi ha preso troppo, inoltre in sottofondo c’era la splendida “Wake Up” degli Arcade Fire, un gruppo che tre anni fa pensavo di conoscere solo io, e ora eccolo qui, l’ho ascoltato al cinema! Questo mi ha riempito d’orgoglio. “Sherlock Holmes” di Guy Ritchie promette di salvarmi dalla noia del Natale. Guy, Robert, Jude: mi fido di voi.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Capitolo 70

  1. Spyker ha detto:

    >HP.. un’amara delusione..

  2. MonsierVerdoux ha detto:

    A me Hp 7 è piaciuto, l’ho trovato un film molto godibile, forse il migliore insieme al quarto film.

    Su Blade Runner poi cosa dire:semplicemente storia del cinema!

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