De Andrè canta De andrè: emozioni nel nome del padre

Dieci anni fa se n’è andato un cantautore, un poeta, una delle figure più importanti e significative del panorama musicale italiano, e probabilmente non soltanto musicale: Fabrizio De Andrè. Dieci anni dopo, Cristiano, molto più che un figlio d’arte, propone una tournee per cantare i successi di suo padre. Un filo invisibile che lega Cristiano a Fabrizio, del quale l’Auditorium di Roma, sede del concerto di ieri sera, ha potuto assaporare lo spirito, l’essenza, emozioni distillate in canzoni.
Chiudendo gli occhi sembrava di ascoltare la voce del Faber, aprendoli si osservava la passione di Cristiano, la gioia di fare musica nel nome del padre, attraverso aneddoti curiosi e canzoni indimenticabili.

La Cavea del Parco della Musica ha registrato il tutto esaurito già da mesi, e il pubblico, a tratti commosso, è stato ripagato con una serata che va oltre le logiche dell’industria: è stata una notte di musica ed emozioni, più che un omaggio, una sorta di “remake”. Fabrizio De Andrè forse era lì sul palco insieme al suo Cristiano. Il concerto si è aperto con “Megu Megun”, il pubblico ha cominciato a scaldarsi con “Don Raffaè”, per poi commuoversi con “Verranno a chiederti del nostro amore”. Cristiano si è destreggiato alla chitarra, al pianoforte, al bouzouki e al violino, dimostrandosi un artista dalle mille sfaccettature, capace di alternare un’anima delicata, soffice, ad un’altra più rock, come dimostra la splendida chiusura con “Il Pescatore”.

Roma ha applaudito incantata, Cristiano De Andrè ha aperto il cuore e raccontato il Faber attraverso musica e parole, fino alla conclusione, con il palco ormai vuoto, con le note de “La canzone dell’amore perduto” provenienti dalle casse. Cristiano e la sua band erano già andati via, ma come diceva papà Fabrizio: è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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