Capitolo 74

Ultima settimana di questo agosto che sembra non passare mai. In attesa di ritrovarvi dopo queste infinite ed estenuanti vacanze estive, ho impiegato questi sette giorni nel fare ciò che mi riesce meglio: vedere film. …Così come Francesco Totti li ha impiegati per fare ciò che gli riesce meglio: fare gol. Alla faccia di chi sta ancora in vacanza…

LA BANDA DEL GOBBO (1977): Qualcuno con la puzza sotto al naso pensando a Tomas Milian direbbe che questi sono film trash: che errore madornale! Si tratta di un “poliziottesco” all’italiana che funziona alla grande, una grande storia di vendetta, con un protagonista elettrico come il Gobbo e la verve del suo gemello, il Monnezza (che erroneamente viene confuso con il commissario Nico Giraldi, detto il Pirata, ma ormai tutti pensano che qualunque ruolo “romano” di Milian sia il Monnezza…). Tomas Milian si sdoppia, applausi.

IL MESSAGGERO (2009): Horror estivo senza dubbio sopra la media degli horror estivi, ma solo perché la suddetta media è veramente bassa. Una casa infestata e tutti i trucchetti del genere: musica angosciante nei momenti di suspense, musica che cala, silenzio, musica sparata a mille e spavento (quasi) assicurato. Stratagemmi che usa solo chi non sa come si costruisce un horror, e non è un caso se “Rec”, il miglior horror del decennio, non ha una nota musicale in tutto il film…

IL MIO VICINO TOTORO (1988): Lunga vita ad Hayao Miyazaki, è il caso di dirlo. A settembre verrà proposto in sala il quarto lungometraggio del maestro giapponese, un’occasione per ripescare questo bellissimo film di vent’anni fa, una favola dolce e leggera, a metà strada tra le stampe paesaggistiche di Hiroshige e la tradizione popolare giapponese. Miyazaki pennella emozioni, scandendole con i colori della natura più bella: non sarete mai abbastanza grandi per un film d’animazione così bello. Se poi volete fare i duri andatevi a vedere “il Messaggero”…

UOMINI CHE ODIANO LE DONNE (2009): A giugno mi ero perso questo film causa viaggio “spirituale” e in seguito a causa di critiche negative. La noia di agosto e il consiglio di un paio di amici mi han suggerito di ripescarlo, e ne è valsa la pena. Un bel thriller ben intrecciato, passi che ho capito il colpevole in anticipo, il film è ben realizzato e merita le sue due ore e mezza di durata. Non ho letto il libro, al contrario certamente di tutti voi, quindi vi invito a darmi qualche dritta sul rapporto tra il romanzo e il film. Ma anche no.

DRAG ME TO HELL (2009): Alziamoci in piedi e diamo il bentornato Sam Raimi! Finalmente il nostro caro Sam ha messo da parte le diavolerie commerciali, i fumettoni, insomma, ha messo da parte l’inguardabile trilogia di Spiderman per tornare a girare un film in pieno stile Raimi. La peculiarità del regista è che riesce a spaventare col sorriso, o se volete a farvi ridere di paura. Adoro la trilogia de “La casa” e il nuovo film non si discosta da questo modo di fare cinema. Le scene cult sono tantissime, rivedere il Sam Raimi di una volta è come ritrovare un vecchio amico di scuola dopo tanti anni (e soprattutto senza l’aiuto di Facebook..!).

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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