Capitolo 76

Settimana cinematografica abbastanza particolare, con solo film italiani: due sul ’68 (ma molto diversi tra loro), un altro sulla passione politica di una ragazza comunista negli anni 60, oltre a un documentario contro la società televisiva italiana. Dopo questi quattro film ho una voglia di scendere in piazza a fare rivoluzione che non potete immaginare, ma il problema è che non c’è Eva Green a farmi compagnia..!

VIDEOCRACY (2009): Un documentario interessante che però mi ha portato a sviluppare una teoria: coloro che vanno a vederlo sanno già tutto a proposito di questa zozza società, e chi avrebbe bisogno di vederlo non ci andrà mai. E dunque? Agghiacciante la scena in cui Lele Mora si vanta dei canti fascisti che conserva sul cellulare, mostrando svastiche e celtiche gongolando e ridendo. Mi è salita l’amarezza, abbiamo davvero l’Italia che ci meritiamo…

COSMONAUTA (2009): Un’opera prima davvero molto carina, introdotta da un bellissimo cortometraggio in stop-motion (e io amo questa tecnica). La corsa allo spazio, ideali, amori, la speranza di cambiare il futuro. Bello, mostra un periodo in cui dietro la politica c’erano veramente degli ideali, non come ora dove.. vabbè, lasciamo stare se no ci fanno chiudere..! Ad ogni modo un film davvero molto carino, dove spicca la bellissima scena iniziale in cui una bambina si chiude in bagno rifiutandosi di andare in chiesa per la comunione, dichiarando a sua madre di essere comunista! Cinema italiano da apprezzare.

THE DREAMERS (2003): La Parigi cinefila e rivoltosa degli anni 60. Un periodo meraviglioso per appassionarsi di cinema e protestare contro il mondo. Questo film mi piace moltissimo, denso di citazioni cinematografiche (la corsa dentro il Louvre per battere il record di “Band à Part” è meravigliosa) e di passione, di amore, di libertà. Una disputa bellissima su Chaplin e Buster Keaton, e termini come “massoneria di cinefili”, “insaziabili di cinema”. La bellezza di Parigi e di Eva Green incanta, non si sa davvero a chi dare i resti. Bellissimo.

IL GRANDE SOGNO (2009): Anche qui il ’68, ma in Italia. Anche qui due ragazzi e una ragazza, ma in Italia. Non è la Parigi dei sognatori, è la Roma studentesca e incazzata. Bel film, mi è piaciuto e probabilmente insieme a “Drag me to hell” è il film della settimana (ma totalmente diverso, ovviamente): certo, Placido non poteva ripetere l’exploit di “Romanzo Criminale”, ma resta comunque un film di un certo spessore, anche se talvolta si ha l’impressione di aver lasciato per strada qualcosa. La notizia è che Riccardo Scamarcio stavolta tira fuori una bella interpretazione. Il cinema italiano c’è, silenziosamente e forse a testa bassa, ma c’è. Dategli fiducia.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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3 risposte a Capitolo 76

  1. stevemcqueen ha detto:

    – Videocracy: grande verità quella che dici, la massa vive col paraocchi e non si sforza.
    Credo che se non fosse successo il caos della censura del trailer sulle reti TV, forse lo avrebbero visto ancora meno spettatori.

    – Cosmonauta: come scrissi, il trailer mi ha dato fiducia e spero di vederlo quanto prima. W il cinema italiano

    – The Dreamers: pensa che la battuta iniziale del film la volevo inserire per omaggiarti durante il tuo viaggio estivo, capitava troppo a fagiolo. Poi non se ne è fatto più nulla, ma il pensiero è quello che conta, o almeno così si dice.
    P.S. Eva Green è una mutanda pazzesca!

    – Il Grande Sogno: altro film che devo vedere. E ribadisco W il cinema italiano

    Byez

  2. Lessio ha detto:

    pensiero sublime steve, grazie mille!

    tra l’altro la battuta iniziale di the dreamers introdurrà la seconda puntata di superga cinema on air, il programma radiofonico al quale partecipo, giovedì alle 17.30 su http://www.radioimago.net!

    http://supergacinemaonair.splinder.com

  3. fmmasala ha detto:

    se non si pensa a “Romanzo criminale” e a “La bella gioventù”, il film di Placido, non demerita, grazie sopratutto agli attori.

    “Cosmonauta” mi ha lasciato a bocca aperta, come “Si può fare” l’anno scorso, diversissimi, ma molto più belli di come pensavi prima di entrare.

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