GIORNO 2 – UNA VITA DA CINEFILO (SPECIALE ROME FILM FEST)

Secondo giorno di Festival, per chi vi scrive si tratta di un giorno particolare: per uno come me appartenente alla cosiddetta “massoneria dei cinefili”, passare il giorno del proprio compleanno all’interno del Festival è stata un’esperienza quanto mai diversa dal solito. Ma c’è stato poco tempo per i festeggiamenti, è il senso del dovere a fregarci. Quattro film, un giro alla poetica mostra dedicata a Sergio Leone (allestita addirittura da Dante Ferretti!) e tanta stanchezza, ma il piacere di passare un giorno così insieme al cinema è un privilegio riservato a pochi. Ma passiamo a ciò per cui siamo qui, i film.

THE CITY OF YOUR FINAL DESTINATION [Fuori Concorso]: Film di James Ivory, che i più hanno accusato di essere eccessivamente pesante. A me non è dispiaciuto, c’è un giovane ricercatore che intende scrivere una biografia su uno scrittore scomparso dopo aver scritto solo un libro. I suoi familiari attraverso una lettera negano la loro autorizzazione alla biografia, e così il protagonista si sposta direttamente a Montevideo, dove essi risiedono, per convincerli del contrario. L’atmosfera della tenuta uruguagia è speciale, Ivory cattura benissimo le situazioni e il trio Laura Linney – Charlotte Gainsbourg (ribadisco il mio rispetto eterno a papà Serge) – Anthony Hopkins è formidabile, soprattutto quest’ultimo al quale sono toccate senza dubbio le battute migliori. Negli anni precedenti tra i film fuori concorso abbiamo visto sicuramente di meglio (ma anche di peggio, se penso a “Seta”), ma non è male, non lamentiamoci dai.

LIBERI NANTES FOOTBALL CLUB [Proiezione speciale]: Documentario di Francesco Castellano su una squadra di calcio romana che partecipa al campionato di terza categoria. Caratteristica del team: è composto interamente da rifugiati politici. Il lavoro di Castellano, per quanto il taglio sia decisamente poco cinematografico, è senza dubbio originale, e l’umanità che traspare dalle immagini fa sorridere il cuore (come non esultare alla vista di uno splendido gol al volo da parte del bomber della squadra). Un po’ fastidiosa l’accozzata di classici del rock proposti ogni minuto per qualche secondo, ma sono dettagli sui quali sorvoliamo volentieri: l’obiettivo del film è quello che conta, e in quest’ottica il Liberi Nantes ha fatto sicuramente gol.

AFTER [Concorso]: Film spagnolo di Alberto Rodriguez, un viaggio notturno nel delirio da parte di tre amici di vecchia data, due ragazzi e una ragazza, che si ritrovano dopo molto tempo. Sesso e droga, le vie di fuga per sfuggire ad una realtà triste, grigia e piena di solitudine. Film veramente valido, forse calca un po’ troppo la mano nella riproposizione di alcune scene, ma l’idea di mostrare la notte da tre punti di vista differenti (tre vite differenti e di conseguenza tre sensibilità differenti) è stata vincente. Eccellente la fotografia, esemplare la messa in scena, e alcune scene sono molto convincenti. La bella colonna sonora è una ciliegina sulla torta. Quel che si dice un bel film.

LIFE IN ONE DAY [L’Altro Cinema/Extra]: Non ricordo di aver visto altri film olandesi in vita mia, ma potrei sbagliarmi. La pellicola, davvero molto particolare, di Mark De Cloe dura 94 minuti ma ho avuto la sensazione che durasse 130 minuti, il che non è un buon segno. Il film non è banale però: in una dimensione dove la vita dura soltanto un giorno e le emozioni si provano soltanto una volta, i due protagonisti si innamorano perdutamente, e continuano a sentire il loro amore anche dopo averlo consumato. La loro morte li conduce, separatamente, in un “inferno” che corrisponde al mondo che conosciamo, dove le esperienze si ripetono continuamente. I due approfitteranno della loro nuova condizione per cercarsi, dimenticarsi, ritrovarsi. Bella ed originale la messa in scena, con circa un’ora di split screen per raccontare parallelamente le vite dei due ragazzi, senza mai dar fastidio allo spettatore. L’amore eterno è dunque possibile? Mah. Film molto interessante, ma dopo dodici ore consecutive al Festival non è proprio l’ideale. Pollice alto, ma con riserva.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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