GIORNO 3 – UNA VITA DA CINEFILO (SPECIALE ROME FILM FEST)

Terza giornata al Festival, senza dubbio la giornata di George Clooney, protagonista assoluto di questo weekend. Dopo quattro ore di sonno eccomi ancora all’Auditorium, dove ci resterò per ben 15 ore consecutive, record ufficiale di questa edizione: la mattinata si apre proprio con Clooney, che in seguito ruberà la scena sia in conferenza stampa che sul tappeto rosso. Con le tre proiezioni di oggi arriviamo a quota 10 film in 3 giorni, niente male davvero. Tra poche ore la proiezione dell’attesissimo “Parnassus” e la conferenza stampa di Terry Gilliam… A domani.

UP IN THE AIR [Concorso]: Torna Reitman al Festival di Roma, dove aveva trionfato due anni fa con “Juno”. La commedia funziona, ma non riuscirà mai e poi mai a ripetere l’exploit della pellicola precedente: in compenso c’è un Clooney protagonista assoluto, cittadino del cielo, di mestiere licenza impiegati per conto di società sparse in tutti gli Stati Uniti, motivo per cui è perennemente in volo, con la testa tra le nuvole (ma solo in senso letterale, perché il personaggio è un tipo piuttosto sveglio). Il film c’è, si ride, Clooney rende perfettamente le battute scritte ad hoc per lui, scatenando risate, senza dubbio, ma poche emozioni. Un film sicuramente divertente e piacevole, ma cerca di vendere troppo un buonismo un po’ inutile. Ad ogni modo, vi piacerà.

THE LAST STATION [Concorso]: D’accordo, sto dormendo poco e questo influenza il giudizio dei film, però la pellicola di Michael Hoffman fa davvero poco per cercare di tenere sveglio il pubblico. Ma questa è solo una battuta, perché dalla sua c’è un cast di ottimi attori (Christopher Plummer, Helen Mirren, James McAvoy, Paul Giamatti), ma la storia dell’ultimo periodo di vita di Tolstoj, tra testamenti contesi e problemi famigliari. Senza dubbio è un film costruito per bene, ma non è proprio il mio genere, e mi sono annoiato terribilmente. Avrei voluto dormire per sognarmi i titoli di coda, ma a volte i sogni (non fatti) diventano realtà. Bello e noioso.

CORKED! [L’Altro Cinema/Extra]: Un mockumentary su fantomatiche compagnie vinicole della California. “Corked” significa che il vino sa di tappo, il film al contrario è spumeggiante, anche se non riesce a mantenere il ritmo alto per tutti i novanta minuti. Sfrutta alcune idee davvero brillanti e la caratterizzazione dei suoi improbabili e spassosi personaggi, davvero uno meglio dell’altro. Ho riso di gusto in diversi momenti, e farmi ridere dopo 15 ore passate al Festival non era proprio facilissimo. Il film è fatto davvero con due soldi, e forse lascia un po’ il tempo che trova, ma mi sono fatto due risate, ed è esattamente quello che cercavo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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