GIORNO 7 – UNA VITA DA CINEFILO (SPECIALE ROME FILM FEST)

Di regola il settimo giorno dovrebbe essere il giorno del riposo, come direbbe qualcuno, ma il sottoscritto non sta di certo al Festival per riposarsi, e il settimo giorno l’ho quindi dedicato ad altri tre film, tra cui l’attesa premiere dei fratelli Coen (che saranno a Roma domani). Lentamente la rassegna romana spara i suoi ultimi colpi, i colleghi stilano le prime classifiche di preferenza, tutto sta pian piano scivolando verso il gran finale (con Meryl Streep). E il bilancio comincia ad essere migliore di quanto sembrasse alla vigilia.

BRODERSKAB [Concorso]: Film danese di Nicolo Donato, tra i migliori film in concorso, e qui mi permetto un azzardo: potrebbe vincere il Festival. Ci sono tutte le carte in regola per arrivare alla vittoria finale: una storia forte e intensa, attori in palla, una messa in scena adeguata. All’interno di un gruppo neonazista nasce l’amore tra due ragazzi: nel loro gruppo però l’omosessualità è condannata, e la vita dei due si farà ben presto complicata. Veramente un bel film, forse un po’ prevedibile in alcune sequenze, ma di certo uno dei migliori film visti finora in questa categoria.

MAMACHAS DEL RING [L’Altro Cinema/Extra]: Documentario boliviano di Betty Park su un gruppo di donne dedite al wrestling! Certo, non è Aronofsky, ma alcuni risvolti del film sono tragici abbastanza da ricordarci il povero Randy “The Ram”… Pensavo si trattasse di un documentario divertente, invece è molto drammatico e racconta uno spaccato indubbiamente interessante a proposito di una cultura della quale non sappiamo davvero nulla. Le wrestler in gonnella (anzi, in tipici abiti locali) appartengono ad una etnia particolare della Bolivia, ed è il loro orgoglio di native a spingerle in questa avventura. Ma quando la campionessa si troverà di fronte al bivio tra la lotta e la famiglia, la scelta sarà ad ogni modo un’enorme sofferenza. Un lavoro davvero valido, come ormai la categoria Extra ci ha abituati.

A SERIOUS MAN [Fuori Concorso]: Uno dei film più attesi di questo Festival, il ritorno dei fratelli Coen con una black comedy irresistibile, nel pieno dello stile dei due registi. Si tratta della storia di un professore ebreo in piena caduta libera: la moglie lo ha lasciato per un collega, i figli gli rubano i soldi, il fratello è un inetto perennemente nei guai, i suoi vicini lo odiano (ma non tutti…). In tutto ciò una serie di rabbini bizzarri ed un avvocato al quale chiedere consigli, ma la verità forse è in una canzone dei Jefferson Airplane… Meraviglioso inoltre il prologo in yiddish. Si ride parecchio, grazie alla tipica carrellata di personaggi particolari e un humour graffiante e mai banale. L’ennesimo classico nella filmografia dei Coen, da non perdere.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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