Recensione “Il nastro bianco” (2009)

La Palma d’Oro dell’ultimo festival di Cannes finalmente sventola anche in Italia: che Haneke fosse un grande regista lo si intuiva già da tempo, ma che fosse in grado di firmare un’opera così magistrale e intensa non era un dato così certo. Sembra invece che il regista austriaco abbia deciso di alzare decisamente il livello della sua già onesta filmografia, offrendo un film lungo (145 minuti) ma mai pesante, misterioso e mai banale, concreto e mai superficiale, immortalandolo in un meraviglioso bianco e nero (applausi al direttore della fotografia Christian Berger) che condisce la pellicola di quell’autorialità che profuma di grande classico.

La vicenda si svolge in un piccolo villaggio della Germania, alla vigilia della Grande Guerra. La vita del villaggio viene smossa da una serie di strane vicende che non risparmiano nessuno: i bambini del coro, il maestro, il pastore, il medico, l’intendente, il barone, la levatrice e i contadini. Nessuno sembra davvero innocente, nessuno sembra totalmente colpevole: gli occhi del maestro e la sua voce fuoricampo ci conducono per mano attraverso un piccolo e anonimo villaggio tedesco nell’anno che precedette la prima guerra mondiale.

Grandi silenzi condiscono le strepitose immagini di Haneke (ogni inquadratura sembra essere una fotografia d’epoca): i bambini ci guardano, direbbe il nostro Vittorio De Sica, ci giudicano, ma sono anche in grado di punire? Non è questo ciò che interessa davvero il regista, bensì la rigida e punitiva educazione che gli adulti del villaggio infliggono alla loro progenie, quella generazione che un paio di decenni dopo infliggerà al mondo la sua creatura più mostruosa: il nazismo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Anteprime, Cinema, Recensioni Film. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Recensione “Il nastro bianco” (2009)

  1. Melina2811 ha detto:

    una gran bella recensione, complimenti… ciao da Maria

  2. NoodlesD ha detto:

    concordo con il tuo bel finale. L’aspetto più interessante del film è il modo indiretto con cui Haneke suggerisce il formarsi dello spettro nazista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...