CAPITOLO 84 – UNA VITA DA CINEFILO

Ben ritrovati, dopo la mia parentesi irlandese (ero immerso nelle atmosfere di “Once”) la mia attività da spettatore ha ripreso con buona lena. Dopo aver visto che a Dublino puoi comprare una tessera mensile da 20 euro e andare al cinema ogni volta che vuoi ho finalmente scoperto che il paradiso esiste. Eccoci qua, dopo 15 giorni di assenza da queste pagine, avete sentito la mia mancanza?

GLI ABBRACCI SPEZZATI (2009): Subito dopo il mio ritorno mi sono lanciato a recuperare il film di Pedro Almodovar e l’ho trovato davvero bello. Un passato che ritorna inquietante alla porta di casa, uno sceneggiatore e regista cieco che riapre gli occhi sul suo ieri riscoprendone il sapore e l’angoscia, e mostrandoci il lato migliore di Penelope Cruz (incantevole). Buon ritmo, storia interessante, piacerà anche a chi non ama Almodovar.

MENO MALE CHE CI SEI (2009): Non è solo un film adolescenziale per fortuna, è una storia di donne (un po’ sull’orlo di una crisi di nervi, a dir la verità) che si sostengono l’un l’altra per non zoppicare nelle difficoltà (sentimentali e non) della vita. Questo è un modo per dirlo. Un altro modo per dirlo è che c’è una ragazzina che sembra un po’ Alanis Morrissette che va a vivere a casa dell’amante del padre (appena morto in un incidente). Un altro modo per dirlo è che Claudia Gerini regge il film da sola, e un altro modo ancora è dire che il film era meglio se non c’era…

SEGRETI DI FAMIGLIA (2009): Ormai Francis Coppola l’ha detto, lui con il cinema non ci mangia più, i soldi li ottiene da investimenti su altri campi, e che quindi si può concedere di fare i film che vuole. Una scelta di tutto rispetto, considerando che il precedente “Un’altra giovinezza” è un mezzo capolavoro, e che anche questo non è niente male. Fotografia splendida, ambientazione caliente (Buenos Aires), un Vincent Gallo d’eccezione. A Freud questo film sarebbe piaciuto molto, credo, ma pur non capendo nulla di psicanalisi questo film è piaciuto abbastanza anche a me.

AMABILI RESTI (2009): Peter Jackson dopo il signore degli anelli si è un po’ perso, forse ha lasciato la sua genialità nella contea di Frodo. Anche qui c’è una terra di mezzo, ma si tratta di un limbo tra cielo e terra dove resta una bambina dopo la sua uccisione. Ricorda un po’ “Ghost” (ma senza vaso di ceramica), soprattutto nel finale, ed è un film deludente e a tratti banale. La frase finale poi ha scatenato il pubblico della proiezione stampa in gesti scaramantici di ogni tipo (“vi auguro una vita lunga e felice”). Sarà in sala il 5 febbraio.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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4 risposte a CAPITOLO 84 – UNA VITA DA CINEFILO

  1. paveloescobar ha detto:

    Weh! Senti questi film li hai mai visti? Ecco la lista:
    1) Sotto le bombe  di Philippe aractingi
    2) Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami
    3) Tune di Kim Ki Duk
    4) 2046 di Wong Kar Wai
    Ciao e buona domenica!

  2. Lessio ha detto:

    solo 2046, mentre Tune mi spiazza perchè pensavo di aver visto praticamente tutto di Kim Ki Duk e invece questo mi manca… gli altri due non li ho visti.

  3. paveloescobar ha detto:

    E 2046 ti è piaciuto?
    Buonanotte!

  4. Lessio ha detto:

    bel film, anche se non è adatto a tutti, però non gli si può dire davvero niente

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