Capitolo 92

Altri due film al cinema, due vecchi dvd da rivedere sempre con piacere, una vittoria con la Juventus a tempo scaduto (che non ha niente a che fare con il cinema, ma è stato un finale di partita che sembrava uscito fuori da un film) e qualche bel trailer: grande attesa per il nuovo film di Clint Eastwood, “Invictus”, e molta curiosità per il “Robin Hood” di Ridley Scott.

A single man (2009): Colin Firth è uno degli attori ai quali sono più affezionato (a proposito di finali di partita sconvolgenti, ricordate “Febbre a 90°”?) e mi fa piacere vedere come la sua carriera artistica lo stia portando a fare sempre di meglio. In questo film sfodera probabilmente la sua migliore interpretazione di sempre (Coppa Volpi a Venezia come migliore attore), anche se la pellicola non mi ha esaltato particolarmente, nonostante si tratti di una buona opera prima. Ma Colin vale il prezzo del biglietto (magari evitate i cinema da 7 euro e 50 però…).

La prima cosa bella (2010): Forse è una soluzione stilistica troppo semplice, ma adoro le scene di film non musicali in cui un gruppo di persone cantano una canzone tutte insieme, penso a “Il Cacciatore” (“Can’t Take My Eyes Off You”), “La Stanza del figlio” (“Insieme a Te Non Ci Sto Più”), addirittura “Hellboy 2” (“Can’t Smile Without You”), solo per fare qualche esempio. In questo caso le due versioni de “La Prima Cosa Bella” cantate dal trio famigliare del film sono le due scene che mi sono piaciute di più. Il resto del film è comunque molto carino, simpatico e veramente molto apprezzabile: tutti dicono che in Italia non fanno mai film come li fanno gli americani, ma diciamo anche che gli americani non riusciranno mai a fare film come questi, decisamente all’italiana.

La 25a ora (2002): Amo questo film. Tutti sottolineano giustamente l’indimenticabile monologo di Edward Norton davanti allo specchio, ma è probabilmente il discorso finale di Brian Cox il momento più alto della pellicola. Il film è perfetto, non manca nulla: bella musica, una storia potente e ricca di sfumature, attori in parte, bei dialoghi, emozioni, ma quello che più conta è che si tratta di un film che ha davvero un’anima, uno di quei film che ti porti dietro (e dentro) per tanto tempo dopo averlo visto e rivisto. Che meraviglia.

Il grande Lebowski (1998): Erano tanti anni che non passavo un po’ di tempo con il buon vecchio Drugo, e ritrovarlo è sempre bello, con la sua vestaglia, il white russian, le cassette dei Creedence, i suoi improponibili amici. Uno dei film più geniali e divertenti degli anni 90, che tutti dovrebbero aver visto (vero?), e se non l’avete ancora fatto non raccontatelo in giro, mi raccomando. Perché in fondo in fondo quel tappeto dava davvero un tono all’ambiente…

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 92

  1. MereMora ha detto:

     Anche se "A single man" e "La Prima cosa bella" non li abbiamo ancora visti, concordiamo su Colin Firth e sulla cosa della canzoni collettive XDD (italiano buttato nel cesso :D)
    Comunque "La 25a ora": SPETTACOLO! 

    *Mere&Mora*

    P.S.: LOVVIAMOTIIIIIIIIIIIIII XDDD

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