Capitolo 100

100! Incredibile, settimana dopo settimana eccoci arrivati finalmente al Capitolo 100! Due anni e mezzo fa, introducendovi questa rubrica, spiegavo romanticamente che «Spesso il parere di una persona fidata risulta più attendibile e alla lunga molto più efficace di una recensione importante, e questo è proprio l’intento della mia rubrica: fornire una sorta di diario di film visti scritto in modo poco formale, che ha poco a che vedere con i giudizi e le cosiddette “pippe mentali” del critico cinematografico». (e ancora: «L’intento di questa pagina è di essere un’appassionante avventura dentro il cinema, visto con gli occhi di un amante innamorato o di un sognante viaggiatore. Comunicare in modo diretto le sensazioni che tutti proviamo davanti al cinema, di qualunque tipo. Il divertimento, la noia, la sorpresa, la felicità, la malinconia: in poche parole i motivi per cui vale la pena guardare un film, anche se c’è una gara di coppa in tv o gli esami universitari vorrebbero farci studiare tutto il giorno»).

E dunque eccoci qui: ringrazio tutti i miei lettori per aver sopportato la mia vita da cinefilo per tutti questi 100 capitoli, ma anche chi l’ha sopportata per due o tre di essi, nella speranza di continuare a raccontare i film che vedo di settimana in settimana ancora per molto tempo. In uno slancio romantico-smielato non posso che concludere con un “Viva il Cinema, la più grande avventura della mia vita”.

Happy Family (2010): L’ultimo film di Salvatores passerà alla storia per essere presente in questo capitolo 100 della mia rubrica. A parte di scherzi, mi è piaciuto molto, finalmente un film italiano diverso dal solito, un esperimento gioioso e apprezzabile, anche coraggioso se vogliamo, che probabilmente solo a pochi registi avrebbero permesso di produrre qui in Italia (frecciatina…). Milano non è mai stata così bella cinematograficamente parlando, la musica di Simon & Garfunkel è sempre splendida (anche se nel film si ripetono sempre le stesse tre canzoni…) ed è un pirandelliano inno alla creatività che mi ha davvero divertito. Apprendisti scrittori, segnatevi questa frase su un post-it e attaccatevela sul muro della vostra stanza (io l’ho fatto): «Se non hai niente da fare e sai scrivere, scrivere è la cosa più bella del mondo».

Simon Konianski (2009): Film belga spassosissimo e sgangherato. Passò a ottobre dal Festival di Roma, me lo persi, e tutti a dirmi “quant’era bello”, “che ti sei perso” e cose così. Ecco, se c’è una cosa che non sopporto è che intorno a me si esalti un film che non ho visto, non poter partecipare alla discussione è una cosa che mi scoccia terribilmente. Ora l’ho visto e posso dirvi che non dovete perdervelo: uscirà in sala venerdì prossimo ed è troppo forte, sembra un film di Wes Anderson mischiato con “Litte Miss Sunshine” e speziato con l’irriverenza dei Coen. Se non vi ho convinto così non so proprio che altro dirvi.

 

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 100

  1. cinescopio ha detto:

    Viva il cinema, la più grande arte di tutti i secoli.ely

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