Recensione “Adam” (2009)

Il film si apre con un bel riferimento a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry: la voce fuoricampo di Beth, la protagonista femminile, spiega come il piccolo principe abbia insegnato molte cose, soprattutto sull’amore, al giovane pilota isolato nel deserto. Beth ha sempre pensato di essere lei il piccolo principe, finché l’incontro con Adam non le ha fatto capire di essere invece il pilota. In realtà il personaggio del film che cambia e si evolve è proprio quello di Adam, è lui che impara a vivere dopo l’incontro con Beth, e possiamo confermare che dunque è proprio lei ad essere il piccolo principe, a dispetto della piccola bugia dettaci in apertura. Mettendo da parte questo gioco delle parti, il film di Max Mayer si presenta in Italia con una nomination ottenuta al Sundance, da sempre indice di qualità e intelligenza, e in questo “Adam” non fa eccezione.

Adam è un ragazzo strano: una passione sopra la norma per l’astronomia è uno dei pochi modi con cui riesce a relazionarsi con gli altri, con i quali riesce difficilmente a comunicare. La causa di tutto è la sindrome di Asperger di cui è affetto, una forma di autismo che si dice accomuni personaggi celebri come, tra gli altri, Isaac Newton, Albert Einstein e Michelangelo. Dall’incontro con Beth, sua vicina di casa e giovane scrittrice di libri per bambini, nascerà una tenera relazione che cambierà per sempre la vita di Adam.

Max Mayer torna a dirigere un film undici anni dopo il terribile esordio del 1998 con “Better Living”, e stavolta sembra che abbia messo le carte giuste in tavola: un ragazzo disturbato ma dolce e una vicina di casa bella e paziente, una storia romantica e mai smielata, un finale interessante e per nulla scontato. Il tutto illuminato da una tiepida fotografia e immerso nella splendida cornice del Central Park di New York, un luogo che sa raccontare l’autunno come nessun altro posto al mondo.

pubblicato su SupergaCinema

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Adam” (2009)

  1. cinescopio ha detto:

    Già l'inizio con il Piccolo Principe (Guida vitale per molti) mi entusiasma..ely

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