Capitolo 106

Settimana molto intensa, è cominciato il Festival di Cannes (e come qualcuno saprà ho un avatar che si sta godendo la Croisette al posto mio), il campionato di calcio finalmente sta per finire, la pioggia sta per abbandonare questo maggio dispettoso e la mia mente ha partorito un cortometraggio in stop-motion che probabilmente diventerà un piccolo cult, ma non posso dirvi altro. Non so quanto potrò andare al cinema la settimana prossima, ma aspetto di vedere “Robin Hood”.

ADAM (2009): Non so come, ma tutto ciò che passa da quel meraviglioso festival che si chiama Sundance ha un qualcosa in più rispetto a gran parte del cinema che vediamo tutti i giorni. Anche “Adam”, nonostante non sia un film indimenticabile, ha il suo perché: una bella storia, bei personaggi, un ottimo incipit e un buonissimo finale. Non è il film della settimana, ma funziona.

DRAQUILA (2010): Quando Michael Moore racconta i mali dell’America sono sempre piuttosto sfiancato alla fine della proiezione, abbattuto da quanto male riescano a provocare alcune persone, dispiaciuto per chi li subisce. Ma l’America è lontana, per quel che mi riguarda. Quando la nostra Sabina racconta i mali dell’Italia ho gli occhi lucidi per la rabbia, perché qui ci vivo, e non posso giudicare cinematograficamente un’opera che va oltre la proiezione a Cannes (evviva, finalmente il mondo ha visto cosa succede in Italia): è un film che va visto, perché nessuno ci racconta queste cose. La tv ci rincoglionisce, i tg raccontano quello che vogliono, il calcio ci distrae, l’Italia non ha più una coscienza. Film come questo stimolano riflessioni: bisogna far qualcosa. Intanto andatelo a vedere per favore.

LA BANDA BAADER-MEINHOF (2008): L’ho visto al Festival di Roma un paio di anni fa e mi innamorai di questo film, potente, ben girato, di grande impatto. Una sorta di Romanzo Criminale alla tedesca, che in Italia è passato piuttosto inosservato. Uno dei migliori film europei del decennio scorso, da recuperare assolutamente. La prima scena con l’attacco contro gli studenti in protesta è un capolavoro d’intensità, e poi la colonna sonora spacca. Strepitoso.

MY LITTLE EYE (2002): Loro pensavano fosse un reality show, si sono svegliati quando i compagni di casa hanno cominciato ad essere ammazzati. Uscito nel periodo in cui c’era il boom di reality, il film approfitta della moda per essere l’ennesimo horror brutto degli anni Duemila. L’ho visto su Rai4 qualche sera fa, ma a questo punto avrei fatto meglio a guardarmi “La Pupa e il Secchione” sull’altro canale…

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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