Festival di Cannes (Giorno 6): Aspettando Godard…

Ma che bella giornata di sole a Cannes! Avrei fatto meglio a non riaprire gli occhi nella piovosa Roma e lasciare al mio avatar, in questo momento sulla spiaggia della Croisette, il compito di scrivere il diario quotidiano dal festival. Vi confesso che non ho resistito alla tentazione di approfittare dei 20° di questo pomeriggio per fare un tuffo in mare (anzi, per farlo fare al mio avatar, visto che io ero qui ad osservare la pioggia di Roma dalla finestra della mia stanza). Frivolezze a parte, è stato un giorno interessante al festival, diviso tra l’attesa inutile per il beckettiano Jean-Luc Godard, e due grandi autori in concorso.

Il 79enne Godard, al quale sarò sempre grato per avermi regalato “A Bout de Souffle”, ha disertato la conferenza stampa del suo “Film Socialisme”, i responsabili del festival dicono di non avere motivazioni ufficiali sulla sua assenza, mentre i portavoce del regista dicono che Godard non è neanche approdato a Cannes. Mistero? In realtà no, posso garantirvi che il mio avatar ha avvistato il maestro sulla spiaggia intento a godersi il sole di questo splendido lunedì. No, purtroppo non è vero.

Per ciò che riguarda la competizione, c’era grande attesa per i film di Alejandro Gonzales Inarritu e Takeshi Kitano: il primo ha presentato “Biutiful”, ambientato in una Barcellona inedita, lontana dai luoghi che tutti conosciamo, e interpretato da un Javier Bardem in grandissima forma. «Si tratta di uno di quei film che ti trasportano in territori da cui temi di non tornare», ha detto il regista, «ho cercato di catturare il modo più semplice di esprimere una vita complessa. Si tratta di un viaggio intenso ed emozionale». Riuscirà Inarritu a convincere la giuria di Cannes dopo il premio alla regia per “Babel” ricevuto quattro anni fa? Va detto che si tratta del primo film dopo il “divorzio” artistico dal suo sceneggiatore di sempre, Guillermo Arriaga. Kitano invece sembra deludere un po’: il suo “Outrage”, un ritorno ai temi cari della criminalità e della yakuza nipponica, non sembra un titolo in grado di ambire alla Palma, a dispetto di quanto pensavano alcuni. Kitano ha detto di filmare la violenza in un modo tale per cui anche lo spettatore riesce a percepire il dolore, ma stavolta sembra sia andata male. Ma vi fidate di un avatar? Io non saprei, penso che lo andrò a vedere con i miei occhi per vedere se le cose stanno realmente così.

Un po’ di Italia quest’oggi, tanto per non farci mancare niente: “Le quattro volte” di Michelangelo Frammartino, presentato nella sezione più sperimentale del festival (la Quinzaine des Réalisateurs), ha ricevuto applausi e consensi all’unanimità. Un film particolare, interamente privo di dialoghi, i cui unici suoni sono affidati alla natura, e ai monti calabresi dove è ambientato.

Ora mi appresto a richiudere gli occhi per collegarmi al mio avatar, che approfitterà di questa bella serata per andarsi a bere un bicchiere con la sua amica Louise, che lavora lì al festival. A domani.

pubblicato su SupergaCinema

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, Festival Cannes. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...