FESTIVAL DI CANNES (GIORNO 10): MANIFESTANTI PER “HORS-LA-LOI”

Una vita da avatar. Così dovrei titolare questo bollettino quotidiano. Chi vi scrive è l’avatar di A.T., qui a Cannes a sbattersi da una sala all’altra e a lavorare al posto del vero me, a Roma a godersi le feste del venerdì sera. Sono dieci giorni che sono qui sulla Croisette per raccontare al mio alter-ego umano le sensazioni e le indiscrezioni raccolte al Festival di Cannes, per fare in modo che lui possa riferirvele quotidianamente. Oggi a Cannes c’era un sole magnifico, ho conosciuto Philippe e Jeremy, i due nipoti di André Bazin, con i quali ho cenato sul Boulevard per poi girare un po’ questo bel paesone della Provenza.

Ma quanta gente oggi in giro! Io, Philippe e Jeremy abbiamo contato circa un migliaio di persone davanti al Palais du Festival per manifestare e rendere omaggio alle “vittime francesi” della guerra d’Algeria e dei massacri di Setif, proprio oggi che è stato presentato “Hors-la-loi” (“Fuorilegge”), film di Rachid Bouchareb, in concorso al festival. Il film tratta appunto dei massacri di Setif, avvenuti nel 1945 in Algeria, dove morirono tra i 15mila e i 45mila algerini uccisi dall’esercito francese per reprimere le manifestazioni di indipendenza che stavano prendendo piede nell’ex colonia francese (il numero delle vittime varia a seconda della bandiera che lo cita). Tra le polemiche e i manifestanti, il film è stato presentato con buon successo, e si è guadagnato senza dubbio l’onore di essere il film della giornata qui a Cannes.

L’altro film in competizione ad esser stato presentato oggi è “Lung Boonmee Raluek Chat” di Apichatpong Weerasethakul, che solo per scrivere il titolo e il regista ci ha fatto perdere cinque minuti. Intanto è stato assegnato il primo premio, a quanto mi hanno riferito i nipoti di Bazin, Philippe e Jeremy (che poi questa parentela è tutta da verificare, andatevi a fidare!): Il Grand Prix de la Semaine internationale de la critique è stato assegnato ad “Armadillo”, un documentario ambientato in Afghanistan, capace di cogliere la violenza selvaggia che sottolinea i paradossi di questa guerra (a quanto mi hanno detto i miei nuovi amici).

Ora è tempo di dormire un po’, per le mie dita blu da avatar è stato un po’ complicato scrivere sulla piccola tastiera di questo computer portatile, ma si fa quel che si può. Domenica il festival finisce, che ne sarà di me, povero avatar inviato a Cannes?

pubblicato su SupergaCinema

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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