RECENSIONE “IL PADRE DEI MIEI FIGLI” (2009)

Cosa emoziona di più? La lotta di un piccolo grande uomo, la cui passione per il cinema lo conduce alla disperazione, o la forza di una piccola grande donna, la cui sofferenza la porta a reagire per tenere tutto (e tutti) a bada? Probabilmente entrambe le risposte sono giuste, merito della bravissima Mia Hansen- Løve, parigina di grande talento, capace di portare sullo schermo la sofferta storia di un produttore cinematografico innamorato di sua moglie e delle sue tre splendide figlie, ma anche del suo lavoro, che lo costringerà a prendere la decisione più difficile.

Grégoire Canvel dirige la Moon Films, una casa di produzione cinematografica indipendente. Per amore del cinema riversa tutta la sua energia nel cercare di lanciare nuovi talenti, anche a costo di prendere dei rischi: la società è ormai sommersa dai debiti e sull’orlo del fallimento. Canvel, sguardo furbo alla Michel Platini, non perde però mai la speranza, la passione e la fiducia nei suoi collaboratori: il suo costante buonumore però può funzionare tra le mura di casa, dove vive con la moglie (bravissima Chiara Caselli) e le tre bellissime figlie, ma non aiuta sul lavoro, dove ormai le speranze di salvarsi sono minime. Ed è a metà film che cambiano le carte in tavola, con Sylvie, la moglie, che diventa protagonista della scena, in lotta costante per tenere unita la sua famiglia ed esporsi come nuovo punto di riferimento della Moon Films.

Mia Hansen-Løve prende spunto dalla vicenda del produttore francese Humbert Balsan, morto nel 2005 (poco dopo aver manifestato l’intenzione di produrre il primo film della regista), per raccontare una storia di amore e passione che va al di là del già visto: lo sguardo della Hansen-Løve è leggero, pacato, educato, non è mai invadente. Sembra che la regista sia affezionata ad ogni suo personaggio, che rispetta e gestisce al meglio, inserendo ogni vicenda in una Parigi frenetica e poco turistica, sincera come ai bei tempi della Nouvelle Vague. E nel finale, piuttosto che mettere un bel punto, ci regala tre puntini di sospensione, sottolineati dalla voce di Doris Day che canta “Que Sera Sera”…

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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