Capitolo 113

Ultimamente mi lamentavo di vedere pochi film. Questa settimana invece una sorta di legge del contrappasso ha portato sui miei occhi la bellezza di circa un centinaio di cortometraggi: il merito va alla splendida esperienza come membro della giuria giovani alla 61° edizione di Filmvideo Montecatini, uno dei più prestigiosi festival internazionali dedicati al cortometraggio. In questa pagina non voglio dilungarmi a commentare tutti i film visti nell’ultima settimana (almeno per il momento), mi accontenterò di proporvi una ricca selezione delle opere che per un motivo o per l’altro hanno attirato la mia attenzione, strizzando l’occhio alle mie emozioni. Divertitevi a recuperarle in giro per il web…

TRUE BEAUTY THIS NIGHT (Peter Besson, USA): Il vincitore della 61° edizione di Filmvideo. Rhett ha incontrato la donna della sua vita, il problema è convincere la bella Elise ad amarlo, visto soprattutto il modo in cui si sono incontrati. Una commedia romantica strepitosa, che ribalta i canoni del genere per lasciarci sui titoli di coda con un grande sorriso ed un lungo e romantico sospiro…

THE END (Eduardo Chapero-Jackson, Spagna): Il primo premio che abbiamo assegnato noi della giuria giovani. Si può confessare che eravamo tutti d’accordo su questo punto: è bastato guardarci negli occhi e poi stilare la sentenza, non c’erano dubbi. In un futuro non troppo lontano e neanche troppo inverosimile, l’uomo paga la carenza dell’acqua, divenuta un bene limitato e controllato. Davvero la lotta per la sopravvivenza ci metterà uno contro l’altro? Se è vero che il cinema è un riflesso della società, questo premio da parte di un gruppo di ragazzi riflette probabilmente il pessimismo della nostra generazione. Ad ogni modo un film stupendo.

LINGO VINO (Daniel Texter, Lussemburgo): Il secondo premio assegnato dalla giuria giovani è stato decisamente più combattuto, ma senz’altro meritevole: i vecchi proprietari di due vigne rivaleggiano ogni giorno su chi dei due produca il vino migliore. La loro rivalità è anche la forza della loro amicizia, ma tutto cambierà all’arrivo di una lettera da lontano. Una mezzoretta che scorre che è un piacere, una bellissima storia di amicizia, di tradizioni da non tradire, in un luogo dove il tempo sembra non scorrere mai.

TROST (Linnéa Roxeheim, Svezia): Stupendo. Uno dei migliori lavori visti in questo festival (menzione speciale della giuria giovani). Sara lavora al centralino del centro emergenze, una notte riceve la telefonata di un ragazzo che vuole suicidarsi: i due cominciano a parlare e il coinvolgimento di Sara su questo caso non sarà semplicemente routine di lavoro. Quindici minuti che fanno trattenere il fiato, un finale bellissimo.

THE KINGS OF THE CASTLE (Vlad Ilicevici, Andrei Tanase, Romania/Turchia): Un vecchio castello che in passato ha ospitato tante civiltà. Ora è il luogo prediletto di alcuni bambini, tra i sogni, il futuro, gli aquiloni e il tramonto sui loro occhi. Menzione speciale della giuria giovani.

PONZO (Steffen Dollhopf, Germania): La nostra vita è influenzata dal nostro punto di vista, tutti i nostri ricordi, ogni cosa che ci appare davanti è comunque un parto della nostra prospettiva. La storia di una ragazza madre e le difficoltà della sua vita, sotto l’illusione del suo modo di vedere. Bellissimo, tecnicamente eccellente, menzione speciale della giuria giovani.

PAUL RONDIN EST PAUL RONDIN (Frédérick Vin, Francia): Commedia deliziosa (alla quale è stato assegnato il premio di migliore fiction). La voce fuori campo di tanti trailer cinematografici è quella di un uomo solo, che non riesce a trovare l’amore: il suo problema è che commenta la sua vita come se fosse il trailer di un film e c’è soltanto un tipo di donna che potrebbe fare al caso suo…

LARSEN (Carlo De Rosa, Svizzera): Altra splendida commedia, una sorta di Amelie Poulain in salsa svizzera, una ragazza sulla trentina che cerca continuamente di realizzarsi nel lavoro e sentimentalmente. Una voce fuori campo descrive le varie fasi della sua vita, fin quando non arriva direttamente a comunicare con la protagonista, consigliandole le scelte giuste da fare. Ma si sa, i consigli non richiesti non sono mai apprezzati… Tante risate, un bel soggetto e tecnicamente molto valido: una confezione ideale.

AHATE PASA (Koldo Almandoz, Spagna): Un mockumentary geniale, dove registi e addetti ai lavori ci spiegano l’importanza delle anatre nei film, e in che modo il loro passaggio ha contribuito a fare la storia del cinema, dal muto fino ai giorni nostri. L’intervista all’ultima generazione di anatre da film è la chicca, così come gli interventi di Polanski e Kusturica, tra gli altri. Applausi.

LA HISTORIA DE SIEMPRE (Jose Luis Montesinos, Spagna): Quante emozioni in pochi minuti. Un uomo sale su un autobus e comincia a parlare al telefono: una conversazione agitata con la sua ex-moglie, che sembra esser tornata momentaneamente a casa per prendersi alcune sue cose. L’uomo cerca in ogni modo a convincerla a restare, per parlare, per avere un’altra occasione, e la sua storia coinvolge tutti i presenti sull’autobus, dall’autista (che accelera per superare velocemente una galleria e non far cadere la linea al cellulare) ai turisti (che saltano la propria fermata per continuare ad ascoltare la conversazione). Il finale è spiazzante. Dieci minuti da groppo in gola.

UNA VIDA MEJOR (Luis Fernandez Reneo, Spagna): Tre bambini messicani si perdono nel deserto mentre cercano di attraversare la frontiera con gli Stati Uniti, per raggiungere una vita migliore. Una storia vera, atroce e dilaniante, realizzata meravigliosamente.

FELURES (Nicolas Pawlowski, Alexis Ducord, Francia): Un film d’animazione pieno di poesia, la storia di un vecchio uomo solo, che cresce una pianta nell’attesa di vedere la sua ombra proiettata sul muro di casa, il luogo dove può dar vita ai suoi sogni, ai suoi rimpianti sentimentali, a tutto quello che poteva essere e non è stato. Ma una crepa sulla luce può trasformare i sogni in un triste incubo.

JUDAS & JESUS (Olaf Encke, Claudia Romero, Germania): Film d’animazione cinico, irriverente, spiazzante. La storia di Gesù raccontata dal punto di vista di Giuda, in un susseguirsi di divertimento anche un po’ blasfemo. Per fortuna che almeno la Germania è abbastanza libera da poter realizzare un lavoro del genere…

OUR WONDERFUL NATURE (Tomer Eshed, Germania): Altro film d’animazione. Un viaggio nella giornata di un topo ragno, la lotta per la conquista della femmina che ai nostri occhi non dura che pochi secondi, ma che in realtà nasconde molto più di quanto vediamo. Premio del pubblico al Festival, l’opera prima di Eshed ha fatto ridere davvero tutti.

DANZAK (Gabriela Yepes, Perù): Sembra una favola. La storia di una bambina, figlia di un danzatore, che gira per la città per radunare dei musicisti: lo scopo è quello di realizzare l’ultimo desiderio del padre, in fin di vita. Bellissimo, probabilmente uno di quei lavori che avrebbe meritato maggiore considerazione.

LA SORTIE (Chus Dominguez, Spagna): Documentario romantico e un po’ nostalgico. L’immagine fissa sulla gente che esce da un vecchio cinema spagnolo, il Kubrick, accompagnata dal commento della gente che vi ha lavorato per tanti anni. Il racconto di un Cinema che non c’è più, dove gli impiegati e i clienti affezionati erano davvero come una famiglia, davanti ai film più belli del passato.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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3 risposte a Capitolo 113

  1. Lessio ha detto:

    cliccando sul titolo del film, è possibile vedere interamente il cortometraggio o il suo trailer. ve li consiglio vivamente

  2. utente anonimo ha detto:

    Sei stato nominato ;)http://cinedelia.blogspot.com/2010/07/premio-dardos-la-redazione-di-cinedelia.html

  3. utente anonimo ha detto:

    Cavoli…The End è allucinante.Poi ho visto il corto d'animazione del topo ragno…piano piano me li cerco e guardo tutti.Sono ancora flashata da the end, mi devo riprendere!Aurora

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