ROMA: IL FESTIVAL CHE È STATO, IL FESTIVAL CHE SARÀ

13 ottobre. Alcuni appassionati di cinema ricorderanno questa data come il giorno in cui è stata inaugurata la prima edizione dell’allora Festa del Cinema di Roma. Eravamo nel 2006: fortemente voluta da Walter Veltroni, la rassegna capitolina sorgeva tra mille polemiche, figlia delle contestazioni veneziane, offrendo una prima edizione ancora acerba, ma che nascondeva tra le poltroncine delle sale dell’Auditorium il potenziale per diventare un Festival di qualità all’interno del panorama cinematografico mondiale.

Otto giorni di una Festa ramificata per tutto il territorio della Capitale, in cui le proiezioni dell’Auditorium erano solo uno dei tanti modi per respirare cinema in tutta la città, attraverso retrospettive, vita notturna nei luoghi cinematografici della città (compreso una sorta di ritorno alla dolce vita per le vetrine di via Veneto) e una statua di Charlie Chaplin tra via Condotti e via del Corso. A quei tempi la Festa, appena nata, necessitava di puntare sulla quantità (di nomi, di titoli, di personaggi) per attirare su di sé l’attenzione di un pubblico ancora troppo diffidente nei confronti di un nuovo festival cinematografico. L’attrazione di quei giorni fu l’accoppiata Martin Scorsese – Leonardo Di Caprio, a Roma per presentare il futuro premio Oscar “The Departed”, e la novità sembrò essere la contaminazione tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Per i corridoi del Festival si riusciva ad incontrare senza difficoltà il presidente della giuria Ettore Scola, scambiare due chiacchiere con Pierfrancesco Favino, fumarsi una sigaretta con Alessandro Haber, farsi una foto con Viggo Mortensen. Sembrava essere la festa di tutti, e lo era. Si festeggiava il cinema, la passione per il cinema, in una delle città più cinematografiche del mondo.

Un anno dopo, Roma, forte dell’immortalità del suo nome, comincia ad imporsi: Francis Ford Coppola presenta il suo ultimo (sottovalutato) lavoro, “Un’altra giovinezza”, Sean Penn calca il tappeto rosso per lanciare il suo “Into the Wild”, tra le pellicole in concorso vince “Juno”, che troverà la consacrazione del premio Oscar pochi mesi più tardi, e si mettono in mostra cinematografie da ogni dove, dando alla manifestazione un ampio respiro internazionale.
Nel 2008 invece cambia la poltrona in Campidoglio: Veltroni, il creatore del Festival, viene soppiantato da un sindaco che inizialmente sembra intenzionato a stroncare la rassegna cinematografica. Si respira un’aria di crisi, il presidente Goffredo Bettini viene sostituito da Gian Luigi Rondi pochi mesi prima dell’inizio della kermesse. Tutto sembra raffazzonato in fretta e furia, ma il Festival metterà a tacere tutti i suoi detrattori: moltiplicate le presenze rispetto alle edizioni precedenti, finalmente si scoprono dei capolavori che sono ancora negli occhi degli spettatori (pensiamo in particolar modo alle chicche della sezione “Extra”, curata da Mario Sesti, che ci ha offerto piccoli grandi film quali “$ 9,99”, “Baghead”, “Effedia”, “Life. Support. Music”, “Louise-Michel” e “Man on Wire”, solo per citare alcuni titoli imperdibili). Senza dimenticare l’incontro con Sua Maestà Al Pacino, una serata che ha arricchito di emozioni chiunque abbia avuto la fortuna di ascoltare le parole e gli aneddoti del più grande attore vivente.

Nel 2009 Meryl Streep ha onorato la Città Eterna con la sua eleganza e la sua presenza, deliziando la quarta edizione del Festival. Ad arricchire la rassegna romana sono giunti anche i fratelli Coen e George Clooney, oltre all’anteprima mondiale di “Parnassus” di Terry Gilliam. La sensazione per quanto riguarda i film in concorso è stata quella di un vorrei ma non posso, troppi titoli discreti ma non eccezionali (un po’ come accaduto a Berlino quest’anno), dove è emerso il bellissimo “Brotherhood” di Nicolo Donato. Anche quest’anno è la sezione “Extra” ad incantare con i suoi piccoli grandi capolavori: da “Bancs Publics” a “Simon Konianski”, da “Bunny and the Bull” a “Sons of Cuba”.

Non siamo qui per fare uno spot a favore del Festival di Roma, siamo qui per raccontare le cose come stanno, a poco meno di due mesi dall’inizio della quinta edizione della rassegna cinematografica romana sono soprattutto i ricordi a sopraffarci, fotogrammi montati in rapida successione fatti di emozioni, di umanità, di passione. In passato i difetti e i problemi non sono mancati, e probabilmente non mancheranno neanche questa volta, ma spesso il tempo è stato in grado di metterli in secondo piano, lasciando e lanciando nella memoria soprattutto ciò che di buono è stato fatto, la qualità, il cuore pulsante di migliaia di appassionati e addetti ai lavori, uniti dalla grande passione per il cinema. A questa quinta edizione certamente non mancherà l’entusiasmo e, detto tra noi, senza entusiasmo non si è mai compiuto niente di grande.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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