Recensione “Mammuth” (2010)

Sull’onda del sorprendente successo ottenuto con il grottesco “Louise-Michel”, l’accoppiata Delépine-De Kervern torna alla carica sulle spalle di un mastodontico Gerard Depardieu, che regala anima e corpo ad un pensionato che riscopre il senso della vita sulla strada del suo passato. Il tutto è girato in pellicola 8mm, scelta anacronistica ma originale, decisiva nel conferire al film un’aurea nostalgica e sognante: una sorta di “bianco e nero a colori”, come la definiscono i due registi. Un road-movie divertente e al tempo stesso dolce, candido come l’eroe protagonista, pedina di un mondo che lo emargina, ma nel quale il nostro Mammuth si riesce a muovere con innocenza e speranza.

Dopo oltre quarant’anni di lavoro senza neanche un giorno di malattia, il sessantenne Mammuth (soprannome dovuto al modello della sua moto), uomo silenzioso e robusto, va finalmente in pensione. Soltanto ora scopre però che alcuni suoi datori di lavoro passati non gli hanno riconosciuto alcuni contributi e così, spinto dalla moglie, il buon Mammuth torna in sella alla sua vecchia moto per ripercorrere i luoghi del suo passato e ritrovare i documenti necessari per la pensione. La sua avventura on the road sarà l’occasione per viaggiare attraverso le strade della sua vita, della sua giovinezza, e riscoprire quel piacere di vivere che sembrava fosse sepolto dietro anni di lavoro e il ricordo di un amore portato via da un incidente stradale.

Uno stile di ripresa mai invadente, un protagonista ingenuo ma dalle spalle larghe, e un circo di bizzarri personaggi a far da contorno. Da pensionato sul viale del tramonto a poeta felice: rinascere a sessant’anni si può, ed è questo il grande spunto offerto dal film, con il suo protagonista che non si rassegna all’inverno della vita, ad un passato in cui tutti lo hanno sempre considerato un idiota, ma riscopre anzi la dolcezza della primavera percorrendo i marciapiedi dei suoi ricordi, a bordo della sua inseparabile Mammuth.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Mammuth” (2010)

  1. Ale55andra ha detto:

    E menomale che ogni tanto Depardieu si ricorda di essere un bravissimo attore…

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