Recensione “Figli delle stelle” (2010)

“Noi siamo figli delle stelle, senza storia, senza età, eroi di un sogno”. Così cantava Alan Sorrenti nel 1977, e in questo ritornello è un po’ racchiusa l’essenza dei personaggi di questa apprezzabile commedia all’italiana, fatta di tragici antieroi e “sognatori sfigati”, come li ha definiti il regista Lucio Pellegrini. L’Italia dei giorni nostri e l’insoddisfazione che ahinoi la pervade è l’ambientazione di fondo sulla quale far esplodere le vicende di una banda criminale confusa e caciarona: rapitori senza arte né parte alle prese con una società che li respinge, e con una soffusa nostalgia per un passato che non appartiene più a nessuno.

Cinque persone più o meno differenti tra loro (un professore disoccupato che lavora in autogrill, un portuale del nord, un ricercatore universitario con la passione per i fornelli, una giornalista insicura ed un ex-galeotto), delusi dal loro Paese e da chi lo governa, capiscono che è il momento di passare all’azione: rapiranno un ministro e con i soldi del riscatto risarciranno la moglie di un uomo morto sul lavoro. I problemi si susseguono: la banda è composta da incapaci dal cuore d’oro, e quel che peggio, rapiscono il politico sbagliato, un sottosegretario con ideali politici veri e sinceri.

L’audace colpo della banda degli onesti: novelli soliti ignoti alle prese con un azione più grande di loro. Il film diverte, a tratti fa pensare, ma soprattutto strappa belle risate, grazie all’alchimia di un cast davvero congeniale (Favino, Pandolfi, Volo, Battiston, Sassanelli, Tirabassi…), dove Pierfrancesco Favino spicca su tutti per simpatia e bravura. Il gruppo diverte e si diverte, questo si vede, e Pellegrini è bravo nell’inserire le scene giuste per esaltare i suoi attori: il rapitore umiliato al supermercato dal vecchio proprietario e l’irresistibile ballo sulle note della canzone di Sorrenti che dà il titolo al film. I nuovi eroi italiani sono questi dunque, un gruppo di criminali costretti a toccare il fondo per farsi notare, per esistere, per continuare a sognare un futuro che non sia castrato dalla politica, dal potere. Figli delle stelle, eroi di un sogno…

pubblicato su SupergaCinema

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Figli delle stelle” (2010)

  1. The Emerald Forest ha detto:

    Un film molto intelligente e ben fatto, oltre che, come hai già detto tu, molto divertente. Non per scadere nel banale di una frase trita… ma ce ne vorrebbero di più di commedie come queste in italia. Divertentissimo Tirabassi come sottoministro rapito per errore! Anche gli altri hanno dato il meglio comico di sé.

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