ROME FILM FEST 2010 – GIORNO 2

Secondo giorno di Festival. Mezzanotte è passata da qualche minuto, e davanti a me un piatto di spaghetti cacio e pepe, unico pasto di un giorno intenso di film (personalmente ne ho visti cinque solo oggi, alzi la mano chi ha fatto di meglio) e non solo. Da dove cominciare? A livello di qualità i film di oggi hanno avuto il sopravvento sul la prima giornata: basti pensare a “Burke & Hare” di John Landis (che personaggio meraviglioso!), “Animal Kingdom”, vincitore dell’ultimo Sundance Festival, e ai due film in concorso presentati alla stampa. Soprese anche dalle sezioni collaterali: personalmente ho amato “My Brothers”, una pellicola irlandese, un film on the road dolce, ironico ed emozionante.

Una cosa per volta. Film in concorso: la stampa ha accolto tra gli applausi “Haevnen” di Susanne Bier, la storia di un’amicizia tra due adolescenti alle prese con la fragilità e la rabbia della loro età. Per il momento è il miglior film in concorso, anche se abbiamo apprezzato anche l’opera prima di Jim Loach (cognome pesante il suo), “Oranges and Sunshine”, che indaga su uno dei più grandi scandali della recente storia britannica: la deportazione clandestina in Australia di 130mila bambini disadattati, tra il 1920 e il 1960. Nel 1986 un’assistente sociale cercherà di far luce sulla vicenda, scoprendo verità ormai sepolte da decenni.

Tra gli eventi speciali e il film fuori concorso hanno fatto gran parlare di sé, in termini positivi, la commedia nera di John Landis, “Burke and Hare”, la storia di due ladri di cadaveri scozzesi (da non perdere), “Les Petits Mouchoirs” di Guillaume Canet, che affronta i rimorsi di un gruppo di amici riuniti per un soggiorno lontano da Parigi e dall’amico abbandonato in ospedale, e soprattutto “Animal Kingdom” di David Michod, splendido ritratto criminale di una famiglia di “bravi ragazzi”, vista dagli occhi di un nipote onesto ma vendicativo.

John Landis ha dato spettacolo in conferenza stampa, sul red carpet e durante l’incontro con il pubblico, dove passa lui crescono solo le risate. Fanny Ardant, musa del cinema francese, ha presentato il suo primo cortometraggio, un lavoro audace e un po’ utopistico (il sogno di un’integrazione sociale della popolazione Rom), come da titolo: “Chimeres Absentes”. Durante l’incontro con il pubblico, piuttosto movimentato visto il tema affrontato, sono state le parole dedicate dall’attrice a François Truffaut ad emozionare, testimone la mia pelle d’oca.

I rumours si susseguono: si parlava di una visita da parte di Martin Scorsese e finalmente è ufficiale. Il regista newyorkese torna ancora una volta a Roma per presentare la copia restaurata de “La Dolce Vita” di Federico Fellini, mentre è di oggi la notizia che lunedì calcherà il tappeto rosso Bruce Springsteen, ad un album del boss è infatti dedicato un documentario della categoria Extra. Già si parla di Rockumentario…

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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