Recensione “The Promise – The making of Darkness on the edge of town” (2010)

Nel 1975 esce “Born to Run”, terzo album di Bruce Springsteen, che spalanca le porte del successo a questo ragazzotto di provincia, cresciuto in fattoria, cantore di un America che deve fuggire per inseguire i propri sogni. Questo il succo dell’album: un’energia pulsante in cui il personaggio delle canzoni doveva lasciare la provincia per realizzarsi. Con un ritardo di tre anni, dovuto ad un problema giudiziario tra Springsteen e l’ex manager Mike Appel, esce il nuovo album, decisivo per capire se il successo di “Born to Run” è stato casuale o se davvero dietro quel chitarrista rude si nasconde un cantautore straordinario: “Darkness on the Edge of Town” consacra Bruce Springsteen come uno dei più grandi musicisti americani, raccontando storie di vita quotidiana di personaggi disillusi e disincantati, segno di un’America il cui sogno è stato interrotto già da tempo. Stavolta il Boss torna nella provincia e indaga la vita all’interno dei suoi confini, attraverso un sound più cupo,  disperato, e delle liriche riflessive e mature (“You’re born with nothing and better off that way, soon as you’ve got something they send someone to try and take it away”, per citare un verso).

Il regista Thom Zimny, collaboratore e fan di Springsteen, ha rimontato una serie di straordinari filmati d’archivio girati proprio durante la realizzazione di “Darkness on the edge of town”, in uno studio di registrazione saturo di passione e amore per la musica: minuto dopo minuto scopriamo come il Boss plasmi lentamente la sua creatura, cercando il sound giusto per ogni canzone, buttando giù sul suo quaderno diversi testi della stessa canzone. Alle immagini di repertorio sono alternate le interviste recenti a Springsteen e ai membri della E Street Band, passando per produttori, sua moglie e Patty Smith (che deve proprio ad una canzone scritta dal Boss il suo più grande successo, “Because the Night”). Un’ora e mezza di intense emozioni per scoprire e osservare la figura di uno dei più grandi cantautori del rock, un uomo di musica che vive per la musica, e che ha fatto della sua band una grande famiglia.

Dall’energica “Badlands” alla struggente “Racing in the Street”, dalla triste realtà di “Factory” ai sogni spezzati della title track “Darkness on the edge of town”: la musica di Springsteen e i suoi splendidi testi accompagnano il pubblico attraverso la creazione di una leggenda discografica, un album che si può definire un vero e proprio film sonoro, per la grande carica di immagini che emergono dalle sue ballate tristi. Il bianco e nero del documentario mantiene intatta la magia e illumina di nostalgia per quella musica che il mondo di oggi non riesce più ad esprimere.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, Festival Roma, Musica, Recensioni Film e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...