Capitolo 124

Rieccoci qui, dopo le fatiche del Festival di Roma, dove mi sono lasciato prendere la mano vedendo quasi una trentina di film in 9 giorni. Per motivi di spazio eviterò di commentare tutti i film visti, ma vi proporrò una selezione delle pellicole che hanno maggiormente catturato la mia attenzione. Inoltre sono salito a bordo della Delorean di “Ritorno al Futuro”, permettetemi un sonoro “wow”!

KILL ME PLEASE: Vince il Festival e se lo merita. Girato con pochi soldi, è una delle proposte più innovative degli ultimi anni, e Roma lo ha premiato per questo. Dal regista agli attori, un’armata Brancaleone che riesce a coronare un sogno, è un film che farà strada. I miei applausi e la scoperta del personaggio più memorabile del Festival: Zazie de Paris..!

UNA VITA TRANQUILLA: Le conseguenze di Servillo. Dove c’è lui tutto brilla, e questo è il suo ennesimo bel film, girato benissimo. Forse sta cominciando un po’ a chiudersi dentro lo stesso ruolo, ma è sempre un piacere vederlo all’opera. Appena uscito in sala, da vedere.

ANIMAL KINGDOM: Splendida opera prima, vincitore del Sundance Festival. Dall’Australia con furore, una famiglia di zii “bravi ragazzi” alle prese con un vero bravo ragazzo, il nipote. Già uscito in sala, è da non perdere.

BURKE & HARE: Il ritorno di John Landis, commedia dinamica e divertente, con una gran bella coppia di canaglie a caccia di cadaveri. Con Landis si ride sempre, ci sei mancato John!

L’HOMME QUI VOULAIT VIVRE SA VIE: Un thriller molto particolare, parte in una direzione e vira verso tutt’altro. Un film che, seppur in modo estremo, insegna una grande verità: non è mai troppo tardi per fare ciò che amiamo.

CE N’EST QU’UN DEBUT: L’attimo fuggente entra dentro un asilo. Quando i bambini parlano come adulti: si può insegnare filosofia in una scuola materna? Sì.

MOTHER OF ROCK: LILLIAN ROXON: Bel documentario sulla donna che ha legittimato il rock ad altezza reale. L’ennesima conferma che siamo nati nel decennio sbagliato.

THE PEOPLE VS GEORGE LUCAS: La chicca della sezione Extra del Festival. I fan di “Guerre Stellari” in rivolta contro il suo creatore, reo di aver rovinato la splendida saga. Documentario assolutamente da ritrovare, rimediare, pescare e a mali estremi, sì, scaricare! Uno spasso.

VUELVE A LA VIDA: Un documentario che ti riconcilia con la vita, anzi, con la vida. Storie di un “Big Fish” di Acapulco, playboy un po’ cazzaro ma amatissimo dai suoi amici, che non dimenticheranno mai una storica caccia allo squalo organizzata dallo stesso Cane Lungo, compianto compagno di bevute. Voglia di sole.

MY BROTHERS: Meraviglia. Il più bel film visto nella sezione “Alice nella città”. Tre fratelli diversissimi tra loro in viaggio sulle vie della verde Irlanda, a bordo di un furgoncino scassato. Incantevole ritratto di famiglia, non lo vedremo mai in sala e questo mi fa male. Mi ritengo fortunato di essermelo goduto al Festival…

LET ME IN: Remake del capolavoro svedese “Lasciami entrare”. Non è la solita porcata americana, e già questo è un mezzo miracolo, visto che il film funziona perfettamente anche negli anni 80 statunitensi, e alla grande. Mi aspettavo la boiata e invece sono stato decisamente soddisfatto.

THE INCITE MILL: Ultima fatica di Hide Nakata, regista di “The Ring”. Dieci piccoli indiani in salsa giapponese, chiusi nella casa del Grande Fratello. Reality di sangue che non fa paura, non fa ridere (sapete, quando un horror annoia si spera faccia almeno ridere), e quel che peggio è di una banalità che, questa sì, fa paura!

THE SOCIAL NETWORK: Altro film a rischio boiata che invece si è rivelato molto bello. D’altronde la presenza di Fincher è una garanzia, dove c’è lui si evita sempre il banale, e con una storia su Facebook si rischiava sinceramente di toppare alla grande. Invece il film va che è un piacere, merito di bravi attori e di chi ha mosso i loro fili. Sarà un successo.

LAST NIGHT: In conferenza stampa un giornalista, dalla fila di dietro, si è lasciato andare ad un commento piuttosto calzante riguardo ai personaggi del film: “Scopate di più e bevete di meno”. Tutto sommato un film che piacerà, anche grazie ad un bel finale, nonostante alcune lacune evidenti. E poi Keira è sempre Keira…

HEAVNEN – IN A BETTER WORLD: Il film di Suzanne Bier raccoglie consensi come fossero monetine: una bella storia completa di amicizia, bullismo, violenza, amore e odio. Due bambini bravissimi tengono testa agli adulti un po’ mosci. Ha vinto il premio del pubblico al Festival, oltre al Gran Premio della Giuria: probabilmente lo vedremo in sala anche da noi.

LEILA: “West Side Story” tra le vie di Parigi. Musical su un amore quasi impossibile che nel suo piccolo si lascia prendere la mano e denuncia senza paura il governo Sarkozy, e la sua fascista lotta contro gli extracomunitari. Non è un filmone ma ha coraggio, e il coraggio è una cosa che apprezziamo sempre.

THE PROMISE: Bruce Springsteen alle prese con la realizzazione di uno dei suoi capolavori, “Darkness on the edge of town”. La passione di un musicista verso la propria musica, la ricerca del sound giusto, perfetto. Uno splendido Making of: è come vedere Michelangelo dipingere la Cappella Sistina.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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