Recensione “Micmacs – L’esplosivo piano di Bazil” (2010)

Dal romanticismo sognante e favolistico del favoloso mondo di Amelie Poulain al piano arzigogolato e vendicativo dell’allegra brigata di Bazil il passo è decisamente breve, seppur separati da nove anni di distanza attraversati da “una lunga domenica di passioni“. Jean-Pierre Jeunet torna a Parigi, discostandosi dalla Montmartre da cartolina di Amelie, e raccontando un luogo differente, dominato da mercanti senza scrupoli e piccole-grandi persone speciali, umili, ma dal carattere esplosivo. Stavolta il protagonista è maschile, la romantica Audrey Tautou è rimpiazzata dal genio comico di Dany Boon (autore e interprete del successone “Giù al Nord”), e il favoloso mondo di Jeunet riapre le porte ad una banda di disadattati in cerca di gloria.

Bazil non ha un grande rapporto con le armi: quando era piccolo una mina gli ha portato via il padre, e da adulto un proiettile conficcato nel cervello lo potrebbe uccidere da un momento all’altro. Persa la casa e il lavoro in videoteca, lo sfortunato Bazil trova ricovero in un gruppo di rigattieri, che lo accolgono nella loro caverna: insieme a loro potrà mettere a segno la sua vendetta, ovvero far crollare le due aziende dei fabbricanti d’armi che gli hanno rovinato la vita.

Jeunet omaggia il cinema che ama: mette in bocca a Dany Boon le battute de “Il Grande Sonno”, cita Sergio Leone (il riferimento finale a “C’era una volta il West” è dichiarato dal regista stesso), e costruisce un gruppo di personaggi che sembrano uscire da un film d’animazione. L’armata Brancaleone di Bazil ricorda la banda di “Toy Story” e i sette nuovi amici del protagonista non possono non far pensare ai sette nani di Biancaneve, con dei soprannomi riferiti alle loro peculiarità. Jeunet si diverte a giocare con il cinema, questo è fuor di dubbio, e il suo nuovo film funziona, per quanto talvolta tenda a perdersi nella sua stessa atmosfera ottimista e un po’ caciarona. Ma le avventure di Bazil sono pienamente godibili, e pur mancando di quel tocco di meraviglia che caratterizzava “il favoloso mondo di Amelie”, Jeunet riesce comunque a rallegrarci per il suo ritorno al cinema, dopo oltre cinque anni.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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