Capitolo 144

Questa settimana soltanto tre film, tutti visti al cinema, e niente più. Inoltre ho avuto un’idea: dopo aver visto il “Filmquiz” di Nanni Moretti, in cui il regista racconta quaranta aneddoti sulla sua vita da cinefilo (il pubblico deve indovinare di quali film si tratta), mi è balenata in testa l’intenzione di proporvi qualcosa del genere, ancora non so se in video o per iscritto. Vi piacerebbe o no?

THE WARD (2010): Prima di entrare al cinema Madison un urlo da un balcone mi ha fatto capire che la Roma, fino a quel momento sul 2-2 a Bari, aveva segnato il terzo gol. E dunque entrare al cinema di buon umore è sempre una cosa importante, Carpenter dovrebbe essere contento del gol di Aleandro Rosi al 95°, perché mi ha permesso di apprezzare ancora di più il suo nuovo film. Ho sempre amato il vecchio John: “Halloween” è uno dei film horror più belli di sempre, “Grosso Guaio a Chinatown” è uno dei film cult della mia vita. “The Ward” è girato come un film di venti o trent’anni fa, e questo mi è piaciuto tanto, anche se la prima parte è senz’altro più interessante ed inquietante, mentre nel finale cala un po’, fino ad una risoluzione non proprio originalissima.

NOI, INSIEME, ADESSO (2010): Arrivo al cinema Galaxy, di pomeriggio, e la cassiera mi dice di pagare 3 euro e 50. Io pensavo di aver capito male, mentre invece ho davvero pagato così poco per un cinema! Fosse sempre così. In sala ero da solo, un film indipendente francese non è proprio l’attrazione maggiore per un cinema di Primavalle, e quindi mi sono goduto la proiezione in totale solitudine, e confesso di essermi lasciato andare, cantando sul finale “Rock n Roll Suicide” di David Bowie, mentre scorreva nel film. Già un film che comincia con un vinile (“Let it loose” dei Rolling Stones) e finisce con il Duca Bianco per me è un filmone, se poi richiama echi del meraviglioso “Almost Famous” di Crowe, però in versione francese, allora è davvero un gran bel film.

ANGELE ET TONY (2010): Altro film francese, ma lo sapete quanto ci sto in fissa, credo proprio che sia la mia cinematografia preferita. Vedendo questo film mi sono reso conto di come il cinema italiano sia rimasto indietro, nel senso che un soggetto come questo (donna uscita di prigione cerca marito per rifarsi una vita e soprattutto per farsi affidare il figlio in custodia dai nonni), se fosse stato un film italiano, sarebbe finito un po’ in caciara. La regista invece consegna il film agli sguardi dei protagonisti, ai silenzi, alla poesia. Perché in Italia non ci sono mai silenzi? Ho capito che siamo italiani, ma abbiamo tutto questo bisogno di parlare e parlare in ogni momento?? Post Scriptum: Clotilde Hesme, la protagonista, è meravigliosa.

TOUS LES SOLEILS (2011): Ho visto solo il trailer, ma volevo parlarvene. È un film francese (come ti sbagli!) uscito nelle sale d’oltralpe in questi giorni. È la storia di Stefano Accorsi, professore italiano a Strasburgo, che cerca di superare la perdita della moglie, ma soprattutto c’è suo fratello Neri Marcorè, che è fuggito dall’Italia e vuole essere accettato in Francia come rifugiato politico (cosa che gli viene negata perché l’Italia – gli spiegano – è teoricamente ancora una democrazia!). Dal trailer, e dalle recensioni lette, il film sembra davvero carino e divertente, ma non ci sono compratori italiani al momento, significa cioè che non verrà distribuito da noi. Sarà colpa del tiro a freccette con la faccia di Berlusconi, e le continue imprecazioni del personaggio di Marcorè contro di lui?

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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