Festival di Cannes 2011 (Giorno 4): Da Kim Ki Duk ai pirati

È arrivato il sabato anche per Cannes, che con i suoi 20 gradi primaverili suggerisce più una passeggiata sul lungomare piuttosto che ore e ore di proiezioni, ma non è un problema che ci riguarda. Oggi sono arrivati i pirati: non dal mare, come ci si potrebbe aspettare, ma sulla passerella del Festival, con Johnny Depp e l’incantevole Penelope Cruz a presentare il quarto capitolo di “Pirati dei Caraibi”, assieme al regista Rob Marshall. Un’operazione commerciale che piacerà a chi oggi pomeriggio urlerà per i grandi attori sul tappeto rosso, ma che sicuramente non dovrebbe distrarre l’attenzione dei cinefili dalle incredibili e vere suggestioni di questo Festival.

Ieri pomeriggio Nanni Moretti, commosso dagli applausi del pubblico, ha presentato il suo “Habemus Papam” anche agli spettatori, riscuotendo grandissimi consensi e candidandosi automaticamente come outsider per la Palma d’Oro (anche se il favorito della vigilia sembra essere “Tree of life” di Malick, che aspettiamo con ansia). Ma ieri è stato soprattutto il giorno del ritorno di Kim Ki Duk, a tre anni di assenza, con “Arirang”, un documentario su se stesso assolutamente fuori dall’ordinario, in cui il regista racconta la sua esperienza da eremita in Corea, mangiando cibi senza posate, bevendo senza sosta, e raccontando le angosce, le ansie che lo stanno accompagnando in questi ultimi anni. Il regista di “Ferro 3” in questa confessione cinematografica si dispera, piange, si mette a nudo spiazzando lo spettatore, ottenendo una risposta emotiva imprevedibile, proprio lui che pochi minuti prima si era preso gli applausi nella sfilata di rito, ora era lì, sullo schermo, disperato e in lacrime, a cantare una canzone malinconica e triste, molto nota in Corea: “Arirang”, appunto.

Tra le pellicole in competizione sono state presentate “Michael” di Markus  Schweitzer e “Hearat Shulayim” dell’israeliano Joseph Cedar. Tra gli eventi del giorno va annoverata anche la proiezione di “This is not a Film”, di Jafar Panahi, con il regista iraniano che racconta l’attesa del verdetto della corte d’appello nei confronti di quella condanna che alla fine c’è stata e che lo costringe tuttora in carcere. Avevamo parlato del documentario shock “Unlawful Killing”, che ricostruisce l’incidente mortale di Lady Diana, argomentando la teoria secondo la quale la principessa del Galles è stata assassinata dai servizi segreti inglesi per impedirle di avere figli da Dodi, e quindi fratellastri musulmani per i figli di Carlo. Una teoria avallata da una lettera scritta dalla stessa Diana pochi mesi prima, e da altri elementi oscuri della vicenda: un film che sicuramente avrà un seguito anche dopo il termine del Festival.

Per quanto riguarda la giornata di oggi, la già citata passerella dei pirati sembra rappresentare la maggiore attrazione, in attesa dei prossimi grandi autori, da Sorrentino ad Almodovar, fino a Mallick.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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