Festival di Cannes 2011 (Giorno 10): Von Trier che va, Sorrentino che viene

Sono due le grandi notizie di questo venerdì di Cannes, terzultimo giorno di Festival: Lars Von Trier è stato espulso e allontanato dalla Croisette come persona non gradita, in seguito alle dichiarazioni del regista a favore del nazismo, che impediranno dunque a Von Trier di assistere alla premiazione. La direzione del Festival però afferma che il film “Melancholia” resterà in competizione per tutti i premi, compreso quello di miglior regista, ma onestamente appare veramente utopico pensare che Bob De Niro e gli altri giurati possano assegnare un qualche riconoscimento a Von Trier, dopo la polemica di questi ultimi due giorni.

Tra un Von Trier che va, c’è però un Paolo Sorrentino che viene: arriva finalmente sulla Croisette il primo film in lingua inglese di uno dei registi italiani più importanti e talentuosi degli ultimi decenni. Si dice che potrebbe scombinare i piani della giuria, anche perché è probabilmente l’ultimo film in concorso con le carte in regola per vincere qualche premio. Sean Penn è una rockstar (il trucco e l’acconciatura ricordano molto Robert Smith dei Cure) che torna negli States a causa della morte del padre, e decide di intraprendere un viaggio on the road per ritrovare l’ex criminale nazista che aveva perseguitato suo padre. Il film è stato presentato alla stampa questa mattina alle 8.30 ottenendo applausi e grandi consensi (le prime voci lo definiscono un film straordinario). Sean Penn e Paolo Sorrentino sono al momento in conferenza stampa per incontrare i giornalisti, ma abbiamo avuto modo di seguire il loro incontro con la web tv del Festival di Cannes (che si può seguire sul sito ufficiale del Festival): i due sono apparsi sereni, soddisfatti, e sembra che il destino di questo film sarà decisamente roseo. In Italia dovremo aspettare l’autunno per vederlo, distribuito da Lucky Red.

Altro film in concorso presentato questa mattina (anzi, cominciato un’ora fa al Grand Théatre Lumière e quindi ancora in corso), “Drive” di Nicolas Winding Refn. Dunque, si cominciano quasi a tirare le somme, “The Tree of Life” resta il film che potrebbe vincere ovunque, una poesia di oltre due ore, un’indagine sulla vita, sul rapporto dell’uomo con l’esistenza, con la natura, con la bellezza: un’opera assolutamente fuori dall’ordinario che teoricamente non dovrebbe avere rivali, quindi ci uniamo anche noi al coro di chi non vede altri vincitori. Resta il dubbio, per quel che ci riguarda, sugli attori (visto che anche la regia di Malick è una meraviglia per occhi e cuore). Domani cercheremo di fare qualche considerazione più approfondita in merito, per il momento, ci salutiamo qui.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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