Capitolo 151

Questa settimana un capitolo speciale dedicato al Sardinia Film Festival, eccellente rassegna di cortometraggi arrivata quest’anno alla sesta edizione, durante la quale il sottoscritto ha visionato decine e decine di cortometraggi in quanto membro della giuria del Festival. I cortometraggi sono forse rimasti la parte più pura del cinema, ovvero quel cinema realizzato da chi sogna di diventare “grande”, da chi ci prova, da chi sbatte la testa per realizzare un piccolo gioiello che possa rappresentare un biglietto da visita per il mondo dei lungometraggi. Ecco perché amo i corti, e li amerò sempre. Qui di seguito una piccola selezione di alcuni dei lavori più interessanti, con tanto di link per visionarli (dove possibile): vi consiglio di prendervi un po’ di tempo e guardarli, ne vale davvero la pena.

L’ALTRA METÀ (Pippo Mezzapesa, Italia): Miglior cortometraggio italiano, e siamo stati tutti piuttosto d’accordo su questa scelta. Un incontro tra due anziani che cambierà a sorpresa il loro oggi, sottolineando la bellezza di un momento, la semplicità di un ballo, la chimica immediata tra due persone sconosciute. Pippo Mezzapesa (già regista del bellissimo “Come a Cassano”, tra gli altri) è uno dei registi più interessanti del panorama italiano, e aspettiamo con impazienza il suo primo lungometraggio, che dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo.

IL GARIBALDI SENZA BARBA (Nicola Piovesan, Italia): Geniale, menzione speciale da parte della giuria per l’originalità di questo lavoro assurdo e totalmente fuori di testa. Cinque vecchietti mettono in piedi un colpo per rubare un francobollo di valore, e tra la mafia eschimese, una banda di arcieri e un mago dei travestimenti, impariamo anche una nuova ricetta. Meraviglioso, fatevi il favore di cliccare sul titolo e di guardarlo.

SUIKER (Jeroen Annokkee, Danimarca): Uno dei lavori più divertenti ed interessanti del Festival. Una splendida ragazza bussa alla porta del vicino di casa per chiedergli un po’ di zucchero, ma resterà uccisa in un incidente totalmente casuale ed inaspettato. Il ragazzo cercherà di soccorrerla, finendo per inquinare in modo assurdo e irrimediabile la scena del fattaccio.

LES BESSONES DEL CARRER DE PONENT (Marc Riba – Anna Solanas, Spagna): Premio come miglior cortometraggio d’animazione, uno stop-motion meraviglioso, curatissimo, per una favola nera e piuttosto angosciante.

OMERO BELLO DI NONNA (Marco Chiarini, Italia): Una sorta di “Arte del sogno” in versione italiana, con un nipote grande e grosso che grazie alla sua smodata fantasia riesce ad aiutare sua nonna. Un bel viaggio nell’immaginazione diretto dal regista del bellissimo “L’Uomo Fiammifero”.

AL SERVIZIO DEL CLIENTE (Beppe Tufarulo, Italia): I dipendenti di un supermercato aperto di notte, per vincere la noia del turno notturno, organizzeranno delle missioni speciali per far incontrare i clienti e magari far nascere un nuovo amore. Simpatico e molto divertente.

LIGHTS (Giulio Ricciarelli, Germania): Splendido. La dura vita di un poliziotto di un piccolo paese che sogna di diventare un eroe. Un semaforo posizionato strategicamente cambierà per sempre le sorti dei cittadini del paesino.

NOLYA (Murat Cem Oztufekci, Francia/Turchia): Bianco e nero splendido, una storia particolare ma decisamente affascinante. In un bar due uomini vedono passare davanti alla finestra una ragazza, e ognuno la amerà a modo suo.

BLUE RINSE (Matt Leigh, Irlanda): Miglior documentario (in ex-aequo) al Festival. Attraverso una regia magnifica, e delle immagini assolutamente interessanti e coinvolgenti, il regista racconta la vita dal parrucchiere attraverso gli sguardi e le conversazioni delle sue clienti. Un piccolo spaccato di vita quotidiana dalla regia meravigliosa.

THE ADDICTION TRILOGY (Harald Schleicher, Germania): Miglior cortometraggio sperimentale. Il vizio del fumo, dell’alcol e della droga attraverso l’interazione e il ritaglio di immagini celebri della storia del cinema: da Humphrey Bogart a Jim Jarmush, passando per John Travolta, Audrey Hepburn e decine di altre scene memorabili. La migliore spiegazione a proposito della tecnica del “Found Footage”.

ESTO ES UN REVOLVER (Pablo Gonzalez, Colombia/Francia): Miglior cortometraggio internazionale, un meraviglioso affresco della dura vita di Bogotà, in Colombia, attraverso una storia piena di pathos, violenza, voglia di farcela. Due fratelli in difficoltà, prendono la via della criminalità per andare avanti nella vita, e ovviamente finirà male.

UN NOVIO DE MIERDA (Borja Cobeaga, Spagna): Semplicità e genialità in tre minuti. Una ragazza riceve una inaspettata visita da parte del suo ex dopo quattro mesi di silenzio. Lui le chiederà di usare il bagno e poi cercherà di andarsene, ma le cose prenderanno una piega inaspettata. La faccia del protagonista negli ultimi due secondi è una meraviglia.

AT THE OFFICE (Maya Chen, Israele): Interessante e tenero. Un bambino va in ufficio dal padre per cercare di trovagli una nuova donna da amare. Nonostante la mancanza di sottotitoli, la forza delle immagini parlava abbastanza bene da sola.

LA PAGELLA (Alessandro Celli, Italia): Bellissimo lavoro, con Marco Giallini, volto sempre interessante, ed un bambino bravissimo, Andrea Calligari, che ha ricevuto la menzione speciale per la sua eccezionale interpretazione. Un padre in carcere riceve la visita del figlio che è stato appena promosso a scuola. Molto bello.

DAISY CUTTER (Enrique Garcia – Rubén Salazar, Spagna): Film d’animazione tecnicamente eccellente, con una bambina che ogni giorno porta delle margherite sulla tomba del suo migliore amico. Quello che succederà alla fine però è spiazzante e assolutamente atroce. Splendido.

LO CHIAMAVANO ZECCHINETTA (Nicola Palmeri, Italia): Miglior documentario (in ex-aequo). Un omaggio affettuoso ad uno dei caratteristi italiani più indimenticabili, il sicilianissimo Tano Cimarosa, interprete in decine e decine di film italiani, noto soprattutto per il ruolo di Zecchinetta ne “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani.

YOU’RE THE STRANGER HERE (Tom Geens, Gran Bretagna): Uno dei lavori più particolari, sembra un film degli anni 70, con atmosfere a metà strada tra “1984” di Orwell e il “Farhenheit 451” di Truffaut. Delirante e potente.

RED AND GREEN (Geoffrey Abeshouse, Australia): Corto d’animazione. La vita degli omini verdi e rossi all’interno di due semafori opposti. Simpaticissimo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Capitolo 151

  1. utente anonimo ha detto:

    Hi Lessio
    tom geens here from "you're the stranger here"

    thank you for your nice comments. often people don't understand what i was trying to do with this film, but you did.

    thanks
    tom

  2. Lessio ha detto:

    Hi Tom, thanks for your message.

    Your film is a very good work, interesting, strong; hope to see your next works. Good luck!

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