Capitolo 154

L’estate procede a grandi falcate, con la solita carenza di film al cinema, sale chiuse, troppa gente a spasso e un po’ di noia. Questa settimana ho comprato due dvd in una bancarella a San Lorenzo, e ho colmato così il mio vuoto cinematografico. Per il resto aspettiamo con ansia la riapertura della stagione, confidando magari in qualche bella arena estiva per recuperare qualcosa che può esserci sfuggita durante l’anno.

La signora della porta accanto (1981): Chi se lo ricordava Gerard Depardieu magro? Un’altra perla firmata da François Truffaut, con i suoi personaggi un po’ malinconici, un po’ innamorati, sempre appassionati, sempre interessanti: l’unica pecca è che se si conosce abbastanza bene il cinema di Truffaut si può capire il finale con un po’ di anticipo, però resta un film molto bello, per cui ringraziamo la programmazione del digitale terrestre per proporci questi bei film (va detto che quei tre/quattro canali del digitale sono ormai l’unico valido motivo per avere un televisore in casa).

The departed (2006): Non lo vedevo da un paio d’anni penso, ma è bastato un trailer per farmi tornare immediatamente la voglia di rivederlo. È meraviglioso, e nonostante il fatto che tutti gli preferiscano l’originale “Infernal Affairs”, io continuo a ritenerlo un capolavoro. Attori perfetti, musiche perfette (ragazzi, quella versione di “Confortably Numb”..!), ritmo perfetto: in due parole Martin Scorsese. E poi rivedere Boston dopo i miei fasti di marzo è stato davvero piacevole.

Il mio amico Eric (2009): Comprato alla famosa bancarella di cui sopra (insieme a “Le due inglesi” di Truffaut, per la cronaca), è uno dei film più belli e memorabili di Ken Loach. L’ho amato dal primo momento che l’ho visto, con questa storia surreale di riscatto e amicizia, ed un mentore speciale come Eric “The King” Cantona, l’uomo che ha saputo fare del calcio un arte (cercate su YouTube “Gol Cantona Sunderland” e capirete di che si parla). Un giorno sogno di girare il remake di questo film con Francesco Totti: “Il mio amico Francesco” avrebbe un successo senza precedenti, ne sono certo. Se mi fregate l’idea siete morti, sappiatelo.

Zorro contro Maciste (1963): Come si fa ad avere nostalgia di questo cinema italiano? Eppure ce l’ho, vedendo i titoli che girano oggi, fa quasi tenerezza vedersi un film di questo tipo, con due personaggi così curiosi messi dentro ad una sceneggiatura semplice e funzionale. Ho visto soltanto l’ultima ora di film, ma penso di aver centrato la parte migliore, quando Zorro e Maciste si alleano e combattono contro le guardie di Moira Orfei (!). Che tempi, quanto ci manca oggi un regista come Umberto Lenzi!

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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