Capitolo 156

Eccomi di ritorno dalla mia sosta estiva in quel di Monopoli, ridente paese del barese, dove un po’ per necessità, un po’ per astinenza e un po’ per disperazione, ho sperimentato il felice connubio mare-cinema d’intrattenimento, sentendomi finalmente una normalissima persona in vacanza. Ecco dunque anche quest’anno il discutibile mese d’agosto, dove tutto sembra essere spento e morto: niente cinema, niente campionato di calcio, orde di persone in ferie, costrette a partire e a divertirsi per forza, più che per piacere. Vabbè, ho esagerato, ma almeno a Roma non c’è traffico e si trova pure parcheggio.

TRANSFORMERS 3 (2011): Cinema Etoile di Monopoli, piccolo ed elegante, al costo di 2 euro: tentazione fortissima. Visto più per noia che per reale interesse, si è rivelato addirittura un film più che godibile, simpatico, fresco, un po’ caciarone, ma se si va a vedere un film di Michael Bay non si possono pretendere lunghi silenzi e sguardi filosofici. Decisamente migliore del secondo, bello quasi quanto il primo, ed è un complimento. O forse ero talmente in astinenza e disperato che mi è piaciuto per questo, chi lo sa.

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE PARTE II (2011): Non avevo visto la prima parte, unico film della serie che mi manca, ma ad ogni modo ho pensato di dargli comunque un’occhiata, perché se non l’avessi visto adesso non l’avrei visto mai più probabilmente. La grande resa dei conti dunque, anche se non riuscirò mai a sopportare quel saputello con gli occhiali, e anche un po’ lecchino, ma tant’è. Belli gli incantesimi, bella la storia, belli gli effetti, sì, sì, bello tutto: però mi dovete spiegare come fa Ron, roscio e anche un po’ sfigato, a mettersi insieme a Hermione. Vederlo al cinema d’estate va anche bene, a 4 euro ancora meglio.

BARTON FINK (1991): I Coen sono sempre i Coen. Era da tempo che volevo vedere questo film, e l’occasione si è presentata durante la mia rilassante settimana di vacanze… Tre premi a Cannes nel 1991: miglior film, miglior regia e miglior attore (John Turturro, strepitoso). Un film in cui sudano tutti, la tappezzeria si stacca dai muri, e fa caldo solo a vederlo, ma è praticamente perfetto.

PICCOLI OMICIDI (1971): Scovato sul digitale terrestre, è un gioiello grottesco e un po’ surreale girato da Alan Arkin ben quarant‘anni fa. Elliott Gould è un fotografo pacifista e ateo (mi ricorda qualcuno), meraviglioso nella sua inespressività, inevitabilmente perfetto nella catarsi finale. Due scene su tutte: il protagonista che si aggira tra i vagoni della metropolitana ricoperto di sangue nell’indifferenza generale, e soprattutto il meraviglioso matrimonio celebrato da Donald Sutherland (io non penso che mi sposerò mai, ma se dovesse succedere voglio che sia lui a celebrarlo!). Un piccolo cult da recuperare!

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 156

  1. Cinemasema ha detto:

    Barton Fink sublime.  Piccoli omicidi è un gioiellino. Lo vidi per la prima volta sulla Rai (e non era Fuori Orario) quando ancora la tv era una cosa (semi)seria.

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