Recensione “When you’re strange” (2010)

Annunciato da Ray Manzarek, storico tastierista dei Doors, come il vero film anti-Oliver Stone (riferendosi al film “The Doors” del 1991, ritenuto dai membri della band poco attinente alla realtà), il progetto “When You’re Strange” ripercorre la storia della leggendaria band californiana con lo scopo preciso di mostrare al mondo il vero volto di Jim Morrison, portando alla luce le facce contrastanti della mente del cantante e le controversie del suo genio. Un’ora e mezza di immagini di repertorio, molte delle quali inedite, selezionate dal regista Tom DiCillo in mezzo ad oltre 10 ore di pellicola: il suo lavoro è un ritratto senza dubbio fedele e affascinante di una delle band più influenti ed indimenticabili della storia del rock.

Affidata alla voce off di Johnny Depp (Morgan nella versione italiana), la narrazione comincia con la notizia della morte di Jim Morrison, attraverso un annuncio radiofonico: in sottofondo le immagini del film incompleto “Feast of Friends”, girato dallo stesso Morrison alla fine degli anni 60. Il documentario vero e proprio, nel suo mix tra immagini, musica e narrazione fuori campo, parte dall’incontro tra Morrison e Manzarek all’università di cinema della California, procede dunque cronologicamente, toccando le tappe fondamentali della carriera dei Doors e della vita di Jim Morrison fino al 3 luglio del 1971, quando il Lizard King fu trovato morto a Parigi.

Le immagini d’archivio sono senza dubbio l’elemento più attraente di questo lungo omaggio ai Doors, in cui l’indagine sulla personalità di Jim Morrison rappresenta il vero fulcro dell’opera, ben oltre la musica e le canzoni, messe in secondo piano rispetto alla figura preponderante del cantante. La voce fuori campo inoltre appesantisce il film piuttosto che accompagnarlo, ma ciò che ne esce fuori lascia comunque intatto il fascino della band, e l’incredibile alone di magia che sembra accompagnare Jim Morrison in ogni sua apparizione pubblica. Come una candela accesa da entrambe le parti, la vita del cantante si è consumata velocemente: “This is the strangest life I’ve ever known”, cantava in “Waiting for the sun”, e forse è proprio così.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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