Capitolo 157

Settimana di noie estive, viaggi lampo e film buoni per combattere il caldo. Odio l’estate, odio le ferie, odio le vacanze. Come diceva il buon Silvano Agosti: “L’attuale concetto occidentale di ferie risulta feroce quanto la concezione stessa del lavoro, non soltanto perché interferisce in modo profondo con il senso della libertà, ma perché ne trasforma il significato. Nel periodo delle ferie, milioni di persone sono obbligate a divertirsi, così come nel resto dell’anno sono obbligate a lavorare senza tregua, a sognare di trovare un lavoro o a guarire dai guasti e dalla malattie, causate da un’attività lavorativa coatta e quotidiana”. Settembre, non vedo l’ora di rivederti.

WHEN YOU’RE STRANGE (2010): Documentario sulla storia dei Doors e in particolare sulla figura di Jim Morrison, talmente importante e imponente da ritrovarsi al centro del film molto più della musica della band californiana. Le immagini d’archivio, che compongono interamente il film, sono la parte sicuramente più affascinante, ma in linea di massima è un’opera che non aggiunge molto alla leggenda della band, limitandosi a raccontare i fatti in ordine cronologico attraverso una voce fuori campo assidua e a tratti ingombrante. Alla fin fine però un qualcosa con i Doors di mezzo si guarda sempre con piacere.

CROCEVIA DELLA MORTE (1990): Film dei fratelli Coen di circa vent’anni fa, con un bel cast ricco e una storia di bugie, sotterfugi, e sgarbi continui tra i boss della città. C’è il proibizionismo di mezzo, una donna fatale, cappelli da gangster, allibratori senza scrupoli e tanta roba già vista, ma riproposta dai Coen in modo come sempre intelligente e curatissimo. Bello e divertente, ci sta.

HANNA (2011): Primo film più o meno guardabile della nuova stagione cinematografica, o meglio, di questo limbo cinematografico che è il mese di agosto. Una sorta di “Ragazza selvaggia” alla Truffaut riproposta in un contesto alla 007 (ho esagerato in entrambi i casi, ad ogni modo). Bellissima l’ambientazione berlinese, la capitale tedesca possiede un’eccellente atmosfera cinematografica che però viene sfruttata sempre troppo poco nel cinema, ed è un peccato. Film buono, un paio d’ore di aria condizionata al cinema poi sono sempre una bella cosa, soprattutto a Ferragosto.

GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI (2005): Avevo letto il libro di Douglas Adams un paio di anni fa e da allora ho avuto voglia di vederne la versione cinematografica. L’occasione si è presentata questa settimana, proprio adesso che del libro ricordo davvero poche cose, ma tant’è. Non so perché quando ho finito il libro ho pensato che il film sarebbe stato una stupidaggine, e invece è girato in modo molto simpatico e intelligente, con alcune trovate favolose (il viaggio nelle officine spaziali di Bill Nighy è una meraviglia). E poi c’è Zooey Deschanel che è una delle 245 donne della mia vita, quanto basta per farmi piacere il film ancora di più.

FANBOYS (2009): Di solito non amo queste cose da nerd, piene di nerd, fatte da nerd, ma essendo qui un viaggio on the road di un gruppo di fan di “Guerre Stellari” verso nientepopodimenoche il ranch di George Lucas (per rubare una copia di Episodio I!), beh, che meraviglia! Favolose le risse con i fan di “Star Trek”, le continue citazioni alla saga di Lucas, le comparsate d’eccezione: da Lando Carlissian (l’attore non ha un nome, lui è Lando e basta) a Carrie Fisher (la principessa Leila), fino a William Shatner (il capitano Kirk di “Star Trek”). Mi sono divertito di gusto, ma penso possa piacere solo ai fan di “Guerre Stellari”. E nessuno si azzardi a dire che “Han Solo è una puttana”!

INTO THE WILD (2007): Avevo visto quest’immensa opera di Sean Penn soltanto una volta al Festival di Roma di quattro anni fa, alle 22.30 dopo aver visto già altri 4 film durante la giornata. Risultato: non vedevo l’ora che finisse. Ora ho potuto rivederlo con molta più predisposizione, e soprattutto con quattro anni di vita (e di viaggi da solo) in più alle spalle, e ho potuto apprezzarlo come si deve: è girato magnificamente, la regia di Sean Penn è una delle cose più belle che ho visto negli ultimi anni, e la colonna sonora di Eddie Vedder è straordinaria, bella, poetica, semplice e perfetta. Tuttavia insisto nel trovare insensato il modo in cui il protagonista ha gestito il suo viaggio: nessuno deve permettere e permettersi di morire di fame a 24 anni. Il suo è un viaggio suicida, ed è il motivo per cui non riesco proprio ad immedesimarmi in lui: calca troppo la mano sulla voglia di fare delle esperienze estreme, per questo non sono riuscito a trovarmi mai dalla sua parte, e per un film di questo tipo è un delitto. Detesto la parte in Alaska, ma trovo meraviglioso tutto il resto del film, e la grande verità che ci regala: “Happiness only real when shared”.


pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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3 risposte a Capitolo 157

  1. paveloescobar ha detto:

    Di questi film ho visto "guida galattica….." e l'ho trovato carino…..
    ma quali sono le altre 244 donne della tua vita?
    Sei ormai come Christian Troy…….
    Ciao!

  2. Lessio ha detto:

    scriverle tutte sarebbe un problema, ma direi che Natalie Portman è in cima alla lista con buona distanza sulle altre… 🙂

    PS chi è christian troy?

  3. paveloescobar ha detto:

    @ lessio
    ma il Ps è uno scherzo, vero?
    Comunque è il puttaniere chirurgo di Nip/Tuck……..
    Ciao!

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