FESTIVAL DI ROMA 2011 (GIORNO 6): LUNGA VITA ALLA FAMIGLIA MIYAZAKI

Giornata intensa oggi al Festival: presentati al pubblico ben tre film in concorso, ma l’evento più bello della giornata è stato senza dubbio il nuovo parto di quella fabbrica dei sogni meglio nota come “Studio Ghibli”. Hayao Miyazaki firma la sceneggiatura per la seconda regia di suo figlio Goro, e in sala si accende la magia: “From up on Poppy Hill” (“Dalla collina dei papaveri” il titolo italiano) fa venire voglia di tornare giovani e innamorarsi, ed è davanti a film come questi che si dimentica la stanchezza da Festival, le poche ore di sonno, gli oltre venti film visti in meno di una settimana, e si pensa: “Cavolo, ne vale proprio la pena!”.

Ma dicevamo dei tre film in concorso presentati quest’oggi: Pupi Avati, reduce dal malore che lo ha colpito domenica, si è presentato in ottima forma sul tappeto rosso, sostenuto dagli applausi della gente. Una bella immagine di questo Festival 2011, che continua a regalare perle preziose a chi ha occhi per guardare, a chi c’è, e lo vive minuto per minuto. Il suo ultimo film, “Il cuore grande delle ragazze”, con Cesare Cremonini e Micaela Ramazzotti (che sul red carpet ha fatto strage di cuori, compreso quello di chi scrive), ha convinto gran parte della critica, segnando un ottimo ritorno di Avati dopo il flop della sua pellicola precedente. In contemporanea è stato presentato “Voyez comme ils dansent” di Claude Miller, che la stampa ha già visto e in parte apprezzato ieri sera (ne abbiamo parlato nello speciale di ieri). A mettere tutti d’accordo con la sua ironia e la sua tenera assurdità è stato il bellissimo “Un cuento chino”, di Sebastian Borensztein, che vede come protagonista l’apprezzatissimo Ricardo Darìn (indimenticabile interprete de “Il segreto dei suoi occhi”).

Tra le proiezioni speciali di oggi l’applaudito “My week with Marylin”, con una Michelle Williams secondo alcuni lanciatissima verso l’Oscar. Il Focus sulla Gran Bretagna invece ha regalato nel pomeriggio l’ultimo film di David Hare, “Page Eight”, con un memorabile tappeto rosso di Bill Nighy (che molte persone hanno clamorosamente scambiato con Wim Wenders!). La sezione Extra oggi non si è concessa una pausa: il bellissimo documentario “Bobby Fischer against the world” ha riempito la Sala Lotto con il pubblico delle grandi occasioni, mentre una parola a parte la merita “How to die in Oregon” (vincitore del Sundance come miglior documentario), che ha commosso il Teatro Studio per tutti i suoi centosette minuti: un’esperienza che ha segnato profondamente il pubblico, con la sua incredibile storia di malati terminali ed eutanasia (legale nello stato dell’Oregon).

Domani sera “La kryptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo e il cinese “Love for life” saranno gli ultimi due film in concorso: aspettiamo quindi domani per stilare qualche bilancio e magari azzardare un pronostico.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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