Festival di Roma 2011 (Giorno 8): Richard Gere chiude il Festival

Ultimo giorno. Ufficialmente la rassegna romana chiuderà i battenti domani sera, dopo la premiazione, ma il Festival del pubblico, delle proiezioni, della gente, quello dei red carpet, degli incontri, degli appuntamenti, insomma, il cuore pulsante del Festival si è concluso oggi, con l’arrivo di Richard Gere sul tappeto rosso. È stata una giornata in cui ognuno ha cercato di recuperare come poteva proiezioni mancate negli scorsi giorni (lo splendido “Nuit blanche” per me), è stata una giornata in cui la domanda più ricorrente, tra amici e colleghi, è stata inevitabilmente: “Chi vince?”.

Noi abbiamo già anticipato ieri le nostre impressioni sul miglior film, e speriamo di indovinare il pronostico per il terzo anno consecutivo. “Une vie meilleure” di Cedric Kahn ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per spuntarla: una storia forte, interessante e ben scritta, attori in stato di grazia (soprattutto Guillaume Canet, in lizza anche lui per il premio al miglior attore), una regia attenta e mai invadente. C’è poco da fare: è semplicemente il film migliore tra quelli in concorso, con buona pace di Pupi Avati, Ivan Cotroneo e Pippo Mezzapesa (ad uno di loro andrà probabilmente il premio della giuria e – su questo ci mettiamo la mano sul fuoco – il premio del pubblico). I premi per i film se li contenderanno quindi Cedric Kahn e il terzetto italiano, con qualche speranza però per “The eye of the storm”, che è il classico film da Festival, e per questo potrebbe clamorosamente spuntarla (ma ne dubito).

Capitolo attori: mai come quest’anno regna l’incertezza. Nella passata edizione è stato fin troppo facile individuare in Toni Servillo l’uomo giusto per il premio, ma quest’anno non sembra esserci nessuno capace di sbaragliare la concorrenza. Il nostro cuore vorrebbe vedere il Marc’Aurelio nelle mani di Ricardo Darìn, stupendo protagonista de “Un cuento chino”, ma la sensazione è che il suo nome non verrà neanche preso in considerazione. E allora puntiamo tutto su Michael Herbig, protagonista di “Hotel Lux”, e forse in fin dei conti il più meritevole (occhio però, c’è anche Geoffrey Rush). Quello sull’attrice migliore è un dubbio se possibile ancora più forte: Charlotte Rampling? Maggie Gyllenhaal? Forse nessuna delle due. E allora, perché no, Kristin Scott Thomas? Forse. Il nostro pronostico è su di lei, ma senza grande convinzione.

Passiamo a due sezioni molto amate dal pubblico, Extra e Alice nella Città. Per quanto riguarda la categoria curata da Mario Sesti, che darà il premio al miglior documentario, sono in lizza tre nomi su tutti: “Patria o muerte” sembra tuttavia favorito su “How to die in Oregon” (forte però della vittoria al Sundance) e “The dark side of the sun” (che punta sull’originalità dei suoi incantevoli inserti animati). Alice della Città ha in concorso “From up on poppy hill” di Goro Miyazaki, e onestamente non riusciamo a pensare ad un altro film migliore di un prodotto dello Studio Ghibli. Ma si parla benissimo anche di “North Sea Texas”, che dalla sua ha una storia più “da Festival”.

Questi dunque i nostri nomi, domani sera staremo a vedere se i nostri pronostici troveranno conferma nel giudizio della giuria, come già successo negli ultimi anni. A domani.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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