Recensione “Il buono il matto il cattivo” (2010)

Il titolo dice già molto, ma non tutto. L’omaggio al capolavoro di Sergio Leone è palese, ma quella di Kim Jee-Woon è una pellicola che spinge sul pedale dell’acceleratore per tutti i suoi 140 minuti, andando ben oltre il semplice omaggio al genere. Quel che ne esce fuori è un western pop, dal ritmo elevatissimo, che osa movimenti di macchina impensabili per i canoni del genere tradizionale (siamo più dalle parti dei film d’azione o di fantascienza), ma che in qualche modo risultano coinvolgenti, andando sicuramente a colmare le lacune di una sceneggiatura che pecca sia nei dialoghi che nell’originalità. Ma quando ci si trova di fronte a scene come l’inseguimento-fiume nel deserto della Manciuria, ci si può tranquillamente passare sopra, lasciandosi andare allo spettacolo visivo.

Nella Manciuria degli anni 30, occupata dall’impero giapponese, tre pistoleri coreani si incontrano e si fronteggiano: il Matto, un ladruncolo che si trova casualmente tra le mani la mappa di un tesoro immenso; il Cattivo, un criminale senza scrupoli che non solo vuole la mappa, ma ha anche una questione aperta con il ladro; il Buono, un cacciatore di taglie lanciato alla ricerca degli altri due. Sulle orme del Matto ci sarà anche l’esercito giapponese, una banda di predoni del deserto e un gruppo di ribelli coreani: tra zuffe, inseguimenti e scontri a fuoco, la strada verso il tesoro diventa una scia di sangue che condurrà tutti i suoi personaggi verso un inevitabile resa dei conti.

Uno spaghetti (di soia) western dagli occhi a mandorla, in cui gli spari e le esplosioni sono il battito di ciglia di un film frenetico e ardito: un’operazione complessa e costosa che rischiava di trasformarsi in pantomima, ma che invece dà l’impressione di essere sì pomposo e caciarone, ma allo stesso tempo anche irresistibile omaggio ad un genere che non appartiene più al cinema di oggi, ma che nessuno dimentica. Una lunga cavalcata fatta di sparatorie, tesori, sidecar, coltelli e grandi avventure, dove il mondo continua ad essere diviso in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Il buono il matto il cattivo” (2010)

  1. Babol81 ha detto:

    Mi piacerebbe vederlo ma, appunto, è troppo Weird per venire passato dalle mie parti XDXD

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