Capitolo 165

Quattro film nelle ultime due settimane. Sto decisamente perdendo colpi, anche perché uno di questi (Midnight in Paris) sono tornato a vederlo al cinema dopo averlo già visto in dvd il mese scorso (comprato a Parigi, non potevo aspettare per vederlo). Considerando poi che due dei restanti tre film erano proiezioni stampa, possiamo dire che sono andato “davvero” al cinema soltanto una volta nell’ultimo mese, cosa di cui mi vergogno profondamente. C’è la crisi anche qui, tempi duri per i cinefili…

Almanya (2011): Presentato alla Berlinale, è un film adorabile. Sapete (o forse no, ma va bene lo stesso) quanto ami le storie on the road, e per quanto si tratti di un road movie non proprio nel senso classico del termine, è un film che mi è piaciuto moltissimo. La storia di una famiglia turca ormai radicata in Germania da tre generazioni: il capofamiglia decide di passare le vacanze estive nel villaggio dove è cresciuto per ristrutturare la casa appena acquistata, e porta lì tutta la famiglia, raccontandole lungo il tragitto la storia del suo arrivo in Germania. “Noi siamo ciò che non sarebbe mai successo se non fossimo esistiti”. Bellissimo.

Miracolo a Le Havre (2011): Il cinema di Kaurismaki è un cinema essenziale, vintage, a tratti assurdo, ridotto all’osso per lasciare spazio ai sentimenti dei personaggi. È qui che il miracolo cinematografico si realizza completamente: un film pieno di amore per il cinema e per la vita, dietro il quale c’è una neanche troppo velata denuncia al governo Sarkozy (le sue discutibili leggi sull’immigrazione hanno provocato la risposta di altri grandi film come “Welcome”, per dirne uno). Fa quasi tenerezza vedere Jean-Pierre Leaud (l’Antoine Doinel di Truffaut) vecchio come non si potrebbe neanche immaginare, fare una comparsata rapida e indolore: ne sono passati di anni da quella lunga corsa verso il mare… Il film di Kaurismaki per quanto utopico, mette insieme una banda di sgangherati compagni di bevute, che tentano con ogni mezzo di nascondere, proteggere e aiutare un ragazzo clandestino appena sbarcato dall’Africa e braccato dalla polizia. Una favola moderna, con personaggi splendidi e scene memorabili (“Questo ananas è per me?” “No”). Da vedere.

Lo schiaccianoci (2011): Beh, forse sto diventando vecchio, ma ai miei tempi i film per ragazzi erano davvero belli. Quando ho tirato fuori questa riflessione all’uscita della proiezione, un collega mi ha risposto: “non sei tu che sei invecchiato, è il film che è brutto”. Penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro. Noioso, sciocco, decisamente evitabile.

Midnight in Paris (2011): Come detto in apertura, avevo già visto il film in dvd, ma ora che è uscito in sala sentivo assolutamente il bisogno di vederlo su grande schermo. Il classico film che sento mio, sarà perché ho vissuto a Parigi per un pochino, sarà perché ero andato lì in cerca di risposte, di ispirazione, puntellando le serate di indimenticabili camminate notturne e riflessioni nostalgiche e piene d’amore per Parigi. Più o meno lo stesso che capita a Owen Wilson nel film, con la piccola differenza che lui finisce catapultato negli anni 20 dove incontra Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso, Dalì e compagnia bella. Alcune reazioni e messaggi ricevuti da amici dopo la visione del film: “J’ai vu Minuit à Paris et j’ai pensé beaucoup à toi”, “Woody Allen ha fatto un film su di te”, “Ma l’hai mandata tu la sceneggiatura a Woody Allen?”, “Ti abbiamo pensato tanto stasera”. E non sto qui a dirvi quanto mi fa godere soltanto l’idea di essere pensato durante un film di Woody Allen, in questo particolarmente. Il film del mese, senza ombra di dubbio, bellissimo, divertente e magico: andate anche voi al cinema a pensarmi.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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5 risposte a Capitolo 165

  1. Giampaolo ha detto:

    Ciao!
    quindi ti sei trasferito su WordPress!
    Io invece su Blogspot….
    vedo che l’ultimo di allen ti è piaciuto. Io non l’ho ancora visto però in questi giorni ho visto: “Interiors”, “Radio Days” e “Crimini e misfatti”.
    Francamente non mi hanno impressionato, anche se so che Crimini e misfatti ha una critica estremamente positiva…..direi che il più riuscito è Interiors….
    Ciao!

  2. ipitagorici ha detto:

    Bellissimo e soave, lirico, questo film di Kaurismaki, 6 euro e 50 ben spesi. Mi ha fatto anche molto piacere vedere tanta gente al cinema per un film del genere…
    Radio Days, l’ultima scena mi fa sempre commuovere…

  3. Rear Window ha detto:

    Sono di ritorno dalla visione di Midnight in Paris. L’ho trovato semplicemente delizioso. In equilibrio perfetto fra romanticismo, poesia ed ironia. Ha l’ispirazione delle cose migliori del passato: la fuga da una realtà insoddisfacente verso la dimensione del sogno, con conseguente mescolamento dei due piani de “La Rosa Purpurea del Cairo” e la stessa apertura finale alla speranza (cosa non così frequente in un film di Allen) di “Manhattan”.

  4. Lessio ha detto:

    assolutamente d’accordo, non avrei saputo dirlo meglio. inutile dire che è un piacere anche per me aver ritrovato lo James Stewart della blogosfera, e sono anche sorpreso del fatto che ti ricordassi di me dopo tanti anni..!

  5. Giampaolo ha detto:

    “Miracolo a Le Havre” visto oggi (stessa rassegna dell’altro commento)…..bel film….
    che però hai lasciato fuori dalla top20 del 2011 se non erro!:)
    ha uno stile d’altri tempi, più o meno anni 50!
    Notte!

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