Capitolo 170

Un altro periodo bello pieno di cinema, nonostante l’esplosione di questa meravigliosa primavera romana. Il ritorno alle proiezioni stampa, ai grandi film notturni sul digitale terrestre, alle belle passeggiate per questa città meravigliosa. Anche marzo zitto zitto se ne è quasi andato, e speriamo che aprile sia cinematograficamente un po’ migliore dei tre mesi precedenti. Nel frattempo, sei film per voi: due a casa, due al cinema e due anteprime stampa.

Fahrenheit 451 (1965): Le perle notturne del digitale terrestre. Si possono avere dvd su dvd di grandi film, ma poi cogliamo l’occasione di rivederli quasi solo quando vengono passati in tv. Truffaut e Bradbury, l’incontro tra due grandi artisti non può che generare una grande opera. “Ti ricordi cosa mi hai chiesto l’altro giorno? se leggevo mai i libri che bruciavo, rammenti? …Ieri ne ho letto uno”. Fantascienza d’autore la chiamano: che meraviglia.

The Prestige (2006): A proposito di grandi film in dvd, che non vediamo mai se non in tv e bla bla bla. Una sera mi annoiavo e ho messo un dvd di un grande film, tanto per contraddirmi nel giro di cinque righe. Questo film è un regalo di Nolan al cinema, lo considero un gesto di generosità, perché è decisamente troppo bello per essere un film con Hugh Jackman (con tutto il rispetto per Wolverine). E poi c’è David Bowie che fa Tesla, cosa si può volere di più?

Nostalgia de la luz (2008): Parliamo di cose serie adesso. Questo è un documentario bellissimo, visto al mitico Kino, il cineclub di via Perugia, che da quando l’ho scoperto è diventato uno dei miei luoghi preferiti a Roma. L’interesse per il film è cresciuto non appena ho scoperto non solo che si trattava di un film cileno, ma che è stato girato interamente nel deserto di Atacama, dove sono stato giusto un mesetto e mezzo fa. Il racconto in parallelo tra due tipi di ricercatori: gli astronomi, che cercano il passato e il futuro guardando alle stelle, e le donne del posto, che cercano i corpi dei loro parenti sepolti dai militari di Pinochet da qualche parte nel deserto. Chi guarda alle stelle e chi guarda sotto terra, entrambi alla ricerca di risposte. Bellissimo.

Magnifica presenza (2012): Ozpetek fa un passo indietro dopo il bel “Mine vaganti” di due anni fa, ma questo non vuol dire che fa un brutto film, però diciamo che “The Others” era un po’ meglio. Variazione sul tema della casa dei fantasmi, una commedia che non è soltanto una commedia, ma che però alla fine non risulta totalmente riuscita. “Più divertito che divertente”, il commento di un mio amico all’uscita della sala, e questo dice un po’ tutto. Non proprio male, ma Ozpetek sa fare di molto meglio. Come dice il buon Palomba “Nella casa in cui dimoro ci stanno li mortacci loro”…

17 Ragazze (2012): Oh! Un bel film! E guarda caso è francese! Spesso mi si accusa di difendere eccessivamente il cinema francese, ma non è colpa mia se fanno arrivare da noi (quasi) sempre film molto validi. 17 ragazze di un liceo decidono di restare incinte tutte insieme per rivendicare la loro libertà, un po’ sessantottine, un po’ suffragette, ma soprattutto decise. Ispirato da una storia vera, fosse stato così pure il mio liceo…

Piccole bugie tra amici (2010): Due anni fa arrivò al Festival di Roma ma non riuscii a vederlo (e tutti a dirmi che era bellissimo). Ora finalmente arriva in sala, e l’ho visto: effettivamente è bellissimo. Sarò scontato e come tutti dirò che è una sorta di “Il grande freddo” alla francese (come dichiarato dal regista Canet), e forse è proprio qui la sua forza: prende un grande modello di riferimento e lo gestisce in maniera totalmente distinta, perché ovviamente non si tratta di un remake. Tanti personaggi credibili e atmosfere divertenti e drammatiche allo stesso tempo. Ah, la colonna sonora è fenomenale: Bowie, Joplin, Rice, Harper, Anka, Creedence e molti altri. Uno dei migliori film visti ultimamente, in sala dal 6 aprile.

Piccole bugie tra amici

Pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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