Recensione “Marley” (2012)

“Emancipate voi stessi dalla schiavitù mentale, nessuno a parte noi stessi può liberare la nostra mente”. Parola di Robert Nesta Marley, noto ai più come Bob Marley, più che un cantante, più che un artista: un uomo che ha provato a rendere migliore il mondo con la sua musica e le sue parole, e spesso c’è anche riuscito. Nella sua opera l’attenzione per gli esseri umani è al centro di ogni cosa, in cui amore e musica erano intese come vere e proprie iniezioni di pace contro l’odio e il razzismo. Kevin MacDonald ci regala un documento unico ed eccezionale, raccontando l’uomo dietro l’artista, con immagini d’archivio totalmente inedite.

Il film racconta la vita di Bob Marley dalla nascita in un villaggio della Giamaica settentrionale fino alla morte causata da un cancro incurabile, avvenuta nel maggio del 1981, all’età di 36 anni. Il racconto si sviluppa cronologicamente attraverso le numerose testimonianze di coloro che hanno vissuto al fianco del cantante, dal suo amico Bunny Livingston fino al figlio Ziggy, passando per la madre, la moglie Rita e buona parte dei suoi compagni d’avventura. La nascita musicale di Bob Marley, l’inserimento nella comunità rastafariana, l’attentato ai suoi danni e l’esilio volontario in Inghilterra. Il concerto per l’indipendenza dello Zimbabwe e altre piccole e grandi storie che hanno circondato l’indimenticabile figura del cantante giamaicano.

MacDonald conosce bene il mestiere e il suo documentario, nonostante la durata-fiume (140 minuti), racchiude in sé tutta la magia del cinema: il regista de “L’ultimo Re di Scozia”, “State of play” e del documentario premio Oscar “Un giorno a settembre”, riesce a pennellare il suo lavoro con delle meravigliose immagini, che trovano il trionfo della potenza del cinema sugli splendidi titoli di coda (a testimonianza dell’influenza di Marley in ogni angolo del mondo, dalla Turchia al Giappone, dal Brasile all’Inghilterra). Il tutto ovviamente accompagnato dalle canzoni: “Get up stand up”, “Redemption song”, “No woman no cry”, “War”, “One love”, “Could you be loved” e molte altre. Al cinema uscirà in un’unica data, il 26 giugno: approfittatene.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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