Capitolo 178

E anche quest’anno è passato da Roma un po’ di festival di Cannes, quanto basta per farci respirare un po’ d’aria della Croisette, resa ancora più credibile da un inaspettato incontro in sala con Nanni Moretti (presidente della Giuria), seduto a poche poltroncine di distanza da me. Visti i risultati della nazionale all’europeo, forse è meglio consolarsi con un bel film.

Marley (2012): Presentato a febbraio a Berlino, arriva in Italia (solo per un giorno, il 26 giugno) il riuscitissimo documentario di Kevin MacDonald dedicato a Bob Marley. Più che un cantante, un guru, più che un artista, un ambasciatore di pace e speranza. Le immagini alternano riprese d’archivio con le interviste alle persone più vicine al cantante, ripercorrendo l’intera vita, dagli esordi in Giamaica fino alla morte causata da un cancro. Un’occasione splendida per (ri)scoprire le radici del reggae e del suo uomo simbolo (e occhi aperti sui titoli di coda, meravigliosi).

Camille redouble (2012): Cannes a Roma. Ero uscito per vedere “Amour” di Haneke, ma i biglietti erano esauriti, così ho ripiegato su questo film francese non in concorso. Sul volantino c’era scritto “con Mathieu Amalric e Jean-Pierre Leaud” (l’Antoine Doinel di Truffaut) e mi sono caricato aspettandomi un grande film: in realtà la loro presenza dura più o meno cinque minuti, e non a caso sono le scene migliori dell’intera pellicola. Noioso, senza grandi spunti, come sia arrivato a Cannes è un mistero.

Tous les soleils (2011): Film francese girato a Strasburgo, proprio nella città alsaziana ho comprato il dvd un mesetto fa, spinto dai commenti positivi di una mia amica e dalla presenza di Stefano Accorsi e Neri Marcorè tra i protagonisti. Il primo è un professore vedovo alle prese con la crescita della figlia adolescente, il secondo è suo fratello (“rifugiato politico” in Francia), che non intende uscire di casa finché non sarà caduta la dittatura di Berlusconi. Si ride, ci si diverte, Neri Marcorè è una vera sorpresa e il film sembra una bella commedia italiana pur essendo un film francese. Sarà per questo che è molto più riuscito rispetto alle nostre commedie? Purtroppo non è stato distribuito in Italia, un vero peccato.

La versione di Barney (2010): Altro dvd, stavolta di un film che in Italia è uscito eccome, e che ho amato moltissimo (andai a vederlo addirittura due volte). Lo straordinario Paul Giamatti rende giustizia al meraviglioso Barney Panofsky del romanzo di Mordecai Richler (da leggere!), e la storia di questo burbero dal cuore d’oro emoziona dal primo minuto fino ai titoli di coda. E poi la colonna sonora con le canzoni di Leonard Cohen, tra gli altri. Grande film, tra i migliori della scorsa annata.

De rouille et d’os (2012): Ancora Cannes a Roma, ancora un film francese (lo sapete, è la mia debolezza). Jacques Audiard dopo il magnifico “Un profeta” conferma con questa pellicola di essere un maestro di cinema, un regista che sa come legare una storia alle emozioni. Marion Cotillard, rimasta senza gambe in seguito ad un incidente marino, stringe un’amicizia particolare con un buttafuori, lottatore di strada, e padre di un bambino che conosce appena. Un gran bel film, non a caso tra i favoriti per la Palma (e a questo punto sono molto curioso di vedere il film di Haneke).

Moonrise Kingdom (2012): Amo i film di Wes Anderson, li ho visti tutti, e li rivedrei ogni giorno, ininterrottamente. Anche stavolta il regista statunitense propone un meraviglioso circo di tinte unite e buffe trovate, mettendoci in pace con il mondo. Una fuga d’amore in piena regola, dove lontani echi truffautiani risuonano nella soffice ingenuità dei suoi protagonisti e di un regista che sa affidare all’ironia e alla buffa tenerezza del vivere il cuore pulsante del proprio cinema. In Italia uscirà il 5 dicembre, cominciate a segnarvi la data.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 178

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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