Recensione “Re della terra selvaggia” (“Beasts of the southern wild”, 2012)

Signori, questo film è qualcosa di incredibile. Una straordinaria opera prima, magistralmente interpretata da molti attori esordienti (soprattutto nei due ruoli principali: un panettiere della Louisiana e una bambina di undici anni ora candidata agli Oscar), raccontato con passione, con sguardo sincero, con fierezza e tenacia. Un’ora e mezza di cinema potentissimo, ennesimo fiore all’occhiello del filone indie, che con la sua anima ci regala una pellicola destinata a restare nei decenni, e a commuovere. Vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance dello scorso anno, il film di Benh Zeitlin può essere considerato una delle grandi sorprese di quest’annata cinematografica: dato confermato anche dalle quattro inaspettate nomination agli Oscar per il film, la regia, l’attrice protagonista e la sceneggiatura non originale.

Hushpuppy è una bambina di sei anni che vive con suo padre Wink nella cosidetta Grande Vasca, una comunità sorta in una zona paludosa di un delta del sud statunitense. Wink è gravemente malato, e deve cominciare a preparare la sua bambina ad un mondo in cui lui non ci sarà più, inoltre un terribile uragano sta per scatenarsi sulla zona. Mentre gli equilibri del mondo si stanno per spezzare, con lo scioglimento dei ghiacciai e l’arrivo di feroci creature mitologiche, Hushpuppy si lancia alla scoperta di se stessa, e alla ricerca della madre perduta.

La lista di premi vinti nei Festival cinematografici di mezzo mondo è lunghissima. Se li merita tutti: è uno di quei film capaci di trasportarti in un mondo che, seppur lontanissimo, ci appare familiare, conosciuto, nostro. Un’avventura piena di valori e di vita, osservata dallo sguardo ingenuo e puro di una bambina di sei anni. Il potente accento della Louisiana e i volti dei personaggi, segnati dalle loro esistenze, fanno il resto, insieme ad una colonna sonora tra le più belle degli ultimi anni. Ebbene sì, “Re della terra selvaggia” è quello che si può considerare, senza possibilità alcuna di smentita, un vero e proprio filmone.

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Re della terra selvaggia” (“Beasts of the southern wild”, 2012)

  1. thecinemacompany ha detto:

    Condivido pienamente ciò che hai detto, un film commovente e audace che anche io, se ciò ti può in qualche modo interessare, ho recensito (http://thecinemacompany.wordpress.com/recensioni-2/recensioni/re-della-terra-selvaggia-2013/). Bel sito, ci ritornerò senz’altro!

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