Capitolo 198

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi? Per quanto mi riguarda il proverbio è ormai diventato “Natale al cinema, Pasqua pure”. Infatti è così che abbiamo passato le ultime feste: con tanta cioccolata e tanto cinema. In questo capitolo ben undici film, tantissimi, praticamente una squadra di calcio. Il capitolo 200 si avvicina sempre più, ma non è il momento di parlarne, è invece il momento di lasciare spazio ai film.

Cave of forgotten dreams (2011): Splendido documentario di Werner Herzog, a proposito della grotta Chauvet, in Francia, celebre per i suoi magnifici murales risalenti all’età della pietra. È la prima volta che qualcuno al di fuori degli archeologi riesce a entrare nella grotta, e grazie a Herzog entriamo anche noi. Nella caverna dei sogni dimenticati ci sentiamo anche noi esseri umani. Grande film.

Il lato positivo (2012): Rivisto al cinema per una seconda volta, al seguito di amici. Meglio rivedere un film già visto che stare a casa ad annoiarsi, ho pensato. La prima volta, vedendolo da solo, l’avevo considerato più profondo che divertente. Stavolta invece mi è sembrato più divertente che profondo. Ad ogni modo è un’ottima occasione per vedere nuovamente un Robert De Niro all’altezza, e Jennifer Lawrence (premio Oscar per lei) vale decisamente il prezzo del biglietto: è proprio vero che i leggings non mentono mai… Gran colonna sonora dove spiccano i Led Zeppelin (“What is and what should never be”), e il duetto tra Bob Dylan e Johnny Cash (“Girl from the North Country”).

Un giorno devi andare (2013): Non sono mai stato un fan di Giorgio Diritti, e anche stavolta il regista non ha fatto molto per farmi cambiare idea. Certo, bello il Brasile, bello l’uso del portoghese come lingua portante del film, bella Jasmine Trinca, bella l’ambientazione, belli i colori, bello tutto, ma che noia! Noia, noia, noia. Il classico film che pretende troppo. Non mi è piaciuto.

Profondo rosso (1975): Rivedendolo ho trovato ancora una volta conferma che si tratti di uno dei più grandi film della storia del cinema italiano. Non mi stancherò mai di rivederlo, è un film pazzesco, grandissimo, immortale. Come può il regista di “Profondo rosso” essere lo stesso di “Dracula 3D” o “La terza madre”, è uno dei grandi misteri dell’universo. Quando Dario Argento era ancora “vivo”. Un capolavoro.

Educazione siberiana (2013): Domenica di Pasqua passata a spasso per Roma, e conclusa nel tardo pomeriggio con una bella capatina al cinema. Il film di Salvatores funziona, e trova l’apice della sua bellezza nella scena alle giostre (un espediente che al cinema ha sempre un non so che di magico), con “Absolute beginners” di David Bowie in sottofondo. Uno squarcio sull’Occidente, tra le nevi di una Russia ostile, difficile, quasi invivibile.

Balla coi lupi (1990): Capolavoro. Uno di quei film che quando passa in tv lo devi rivedere per forza, anche se hai il cofanetto in dvd. Un film immenso, di cui c’è poco da parlare, è solo da ammirare, da godere. Di tutte le piste di questa vita, la più importante è quella che conduce all’essere umano… Grandioso Kevin Costner, premi a fiumi per lui, tutti sacrosanti.

Nove regine (2000): Uno dei nuovi grandi classici del cinema argentino contemporaneo, film bellissimo e molto amato in patria. Dvd trovato su una bancarella di Porta Portese la mattina di Pasqua, a soli 3 euro. Immaginatevi la mia gioia: una sorta di “stangata” con Ricardo Darin, una sceneggiatura perfetta con truffe, contro truffe, tanti colpi di scena e la solita ironia argentina in sottofondo. In più, la sorpresa di trovare “Il ballo del mattone” di Rita Pavone come tormentone musicale del film. Da recuperare, è un filmone.

Fuga da Alcatraz (1979): Uno dei grandi classici della mia infanzia, visto e rivisto decine di volte. Erano tanti anni che non me lo ritrovavo di fronte, e va detto che il film non è invecchiato di un giorno: sempre potente, avvincente, pregno di momenti emozionanti. La storia (vera) dell’incredibile fuga avvenuta nel carcere dal quale mai nessuno era evaso: Frank Morris è Clint Eastwood, non c’è bisogno di sapere altro. Assolutamente da (ri)vedere.

La madre (2012): Lo ammetto, a spingermi al cinema è stato il commento di un amico: “Ci sta Jessica Chastain che suona il basso”. Un’immagine del genere a mio parere valeva il prezzo del biglietto. In realtà anche il resto del film non è da buttare: è un horror certamente non indimenticabile, ma comunque godibile, anche se il titolo fa più pensare ad un’opera di Maccio Capatonda che a un horror.

Hitchcock (2012): Dopo due giorni lo si è già dimenticato, ma vale comunque la pena di una visita al cinema. Ha il pregio di portarci sul set dove Alfred Hitchcock stava girando “Psyco”, e sembra davvero di trovarci là, dietro la macchina da presa mentre Janet Leigh (Scarlett Johansson) è sotto la doccia. Casting grandioso (la trasformazione di James D’Arcy in Anthony Perkins è incredibile), film onesto, anche se alla lunga ci si accorge che, in fin dei conti, non è davvero niente di eccezionale.

Kiki consegne a domicilio (1989): Un film di Miyazaki è sempre un film di Miyazaki, anche se stavolta meno poetico ed avvincente rispetto a molti altri titoli della sua immensa filmografia. Ma anche stavolta il Maestro del cinema d’animazione ci insegna qualcosa di importante: mai prendere per sconfitte le situazioni negative, sfruttare il proprio talento (trovarlo magari, e poi sfruttarlo). Bellino, un grande abbraccio di umanità.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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