Capitolo 203

“Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà”. Parliamo della pioggia, ormai grande costante di questo mese estivo, che tanto estivo poi non sembra. Monsoni romani a parte, è un mese di buon cinema, bei concerti, l’apertura delle prime arene estive (già chiuse per il maltempo) e cosette di questo tipo. Inutile perdersi in chiacchiere, tanto vale buttarci subito sui soliti commentini ai film visti ultimamente. Enjoy!

Passioni e desideri (2012): Fernando Mereilles torna al cinema. Il regista del capolavoro “City of God” si dimostra ancora una volta un autore versatile, che ama raccontare storie di vario genere. Stavolta si tratta di un film corale, dal cast internazionale, con location sparse tra Europa e Stati Uniti, e m’è piaciuto. “Lui è ricco, non ha bisogno di leggere. I libri sono per i sognatori poveri”. Meirelles sa fare cinema.

Terapia e pallottole (1999): Unica commedia in cui Robert De Niro ha un senso e riesce anche a far ridere, e neanche poco. Un classico, la coppia con Billy Crystal funziona in maniera impeccabile e il film fa quello che ogni commedia dovrebbe fare: tanto ridere. Da ripescare, perché sono sicuro che non ve lo vedete da anni.

To the wonder (2012): Malick è un essere superiore, e su questo non ci piove. Stavolta non è un capolavoro, ci può stare, ma è comunque un film molto poetico, che ispira, che non lascia indifferenti. Certamente non ha avuto l’impatto devastante di The Tree of Life, ma quelle immagini non le gira nessuno. E quella luce poi… Non sarà un capolavoro, ma me lo rivedrei adesso.

World War Z (2013): Meno brutto di quanto potessi pensare. Ha ritmo, lo sguardo contrito di Brad Pitt e in fin dei conti fa il suo dovere. E poi c’è Favino che come si muove fa rumore e attira gli infetti (sta cosa mi ha fatto troppo ridere). Certo, è pieno di buchi e di cose assurde, ma alcune trovate sono decisamente interessanti, oltre ad una scena d’apertura veramente girata bene. Per una serata poco impegnativa ci può stare tranquillamente, l’importante è essere consapevoli di cosa si sta guardando.

Stoker (2012): Park Chan Wook è un regista che amo in maniera particolare. Vibravo nell’attesa di questo suo primo film occidentale, e le aspettative erano piuttosto alte. Ripagate fino in fondo. La storia, dal vago sentore hitchcockiano, cattura sin dalla prima scena, ma se c’è una cosa che mi ha fatto veramente godere è la messa in scena. Ogni inquadratura, ogni frame, la composizione dell’immagine, la fotografia: per uno come me che lavora con le foto un film di questo tipo non può che essere una goduria per gli occhi. Bellissimo.

Salvo (2013): Premiato a Cannes, il film di Fabio Grassadonia parte con una lentezza allucinante, salvo (scusate, non ho resistito) riprendersi nella seconda parte, con una storia che tiene, che cattura, che funziona decisamente. Piaciuto, ma non mi è entrato nel cuore. A suo modo però è un film storico per me, ma non starò qui a spiegarvi il motivo…

Slevin patto criminale (2006): Sono anni che sento parlare di questo film, e grazie al passaggio televisivo sono riuscito a colmare questa piccola lacuna. Il classico gangster-movie un po’ caciarone e ironico, sullo stile di Guy Ritchie e Quentin Tarantino. Un cast pazzesco per un film decisamente piacevole, ormai un cult per la celebre “mossa Kansas City”. Perfetto per una serata estiva con pizza e amici.

Searching for Sugar Man (2012): Ci sono alcuni film che sembrano girati appositamente per essere amati da me. Questo è uno di questi! Il documentario è uno dei miei generi cinematografici preferiti, i cantautori chitarra acustica e testi di denuncia sociale mi fanno impazzire, la bella musica e storie di rinascita non mi lasciano mai indifferente. Mettete insieme tutto ciò e avrete un film stupendo, con una colonna sonora pazzesca. Enorme, imperdibile!

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 203

  1. Death ha detto:

    Favino casinista è forse la cosa più bella di World War Z! Ho riso anche io come un pirla🙂

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